Gioco
Madonna scuote il Livorno «Serve la partita perfetta»
Non si fida del Gubbio («hanno fatto tremare il Torino nei primi 40 minuti») e chiede di distribuire meglio le energie nei 90’. «È un problema di testa»
LIVORNO. «Dobbiamo sbagliare il meno possibile». Ecco il mantra di Armando Madonna alla vigilia dell'insidiosa trasferta di Gubbio che il tecnico amaranto definisce senza mezzi termini «uno scontro diretto importante». Guardia alta quindi: «Serve una partita perfetta. Sul piano squisitamente tecnico bisogna essere particolarmente bravi».
Incognita 'Dio' e modulo. Non si tira indietro, Madonna, quando c'è da parlare di Federico Dionisi, il bomber acciaccato: «Lo porto a Gubbio. Deciderò in extremis se farlo giocare o no. Di sicuro non voglio rischiare niente». Progressi rispetto al giorno precedente quando sembrava che Chico non dovesse neanche salire sul pullmann con destinazione Umbria. L'uomo di Alzano approfondisce il tema: «Non abbiamo un sostituto naturale di Dionisi. Abbiamo altri attaccanti, ma nessuno con caratteristiche simili alle sue". Ragion per cui, se il bomber di Rieti non ce la fa… «c'è la concreta possibilità di un cambio di modulo». In questo senso l'uomo che, a seconda dei movimenti, può cambiare lo schema, è Luca Siligardi.
Pensare positivo. In settimana la squadra ha smaltito le tossine psicologiche accumulate nel velenoso finale di partita con il Modena: «I ragazzi - conferma Madonna - hanno lavorato molto bene. Li ho visti tonici. La prestazione dell'altro sabato, al di là della distrazione finale, è stata buonissima. E noi dobbiamo ripartire proprio da questo pensieri. In settimana abbiamo rivisto quella partita, soffermandoci sugli aspetti positivi, sulle cose fatte bene Non sugli errori. È l'ancora a cui deve aggrapparsi la squadra. Ogni match lascia qualcosa. Ecco, quello deve far rimanere le buone sensazioni per ciò che abbiamo dimostrato di saper fare».
A muso duro. Madonna, quindi, in questi giorni ha lavorato sull'aspetto psicologico: «Proprio così. Nell'ultimo mese abbiamo sempre sbagliato qualcosa. Purtroppo ci mancano certe letture della partita. Certo. Questo è un problema, ma stiamo lavorando per eliminarlo. Un esempio? Non distribuiamo bene le nostre energie durante i 90’ e quando dovremmo abbassare il ritmo talvolta non lo facciamo. Così nel finale arriviamo stanchi. Detto questo, però, in settimana ho visto i ragazzi tonici a carichi. Sono fiducioso».
Pericolo rossoblù. Il Gubbio sabato scorso ne ha presi una mezza dozzina a Torino, ma Madonna non si fida affatto: «Ho visto le lore ultime tre partite. Sono una squadra viva. Anche all'Olimpico hanno tenuto botta per quaranta minuti e sono andati in difficoltà solo dopo aver incassato il primo gol».
Partita resa complicata anche dal fatto che per loro quella con il Livorno è l'ultima spiaggia: «Scusate - sgrana gli occhi il mister - ma questi sono discorsi che proprio non capisco. Avete mai visto una squadra che non gioca al massimo delle sue possibilità? Ditemi quando troviamo un avversario che non dà l'anima. Sicuramente il loro sarà un approccio aggressivo. Giocano in casa e sono reduci da una brutta sconfitta. Ma noi dobbiamo farci trovare pronti e fare particolare attenzione nei minuti iniziali perché sono convinto che inizieranno a spron battuto».
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