Gioco
Agnellini in casa nostra ma fuori la squadra gira
Il Livorno si sposta verso Gubbio con cifre che lasciano pensare positivo In trasferta 4 vittorie e 18 punti, più di quanti ne sono stati raccolti al Picchi
LIVORNO. Inconcludente, mortificante in casa, il Livorno si trasforma lontano dall'Ardenza. Che la nostra fosse la città dei paradossi lo sappiamo da sempre, ma che la squadra di calcio si adeguasse anche sul piano dei risultati davvero non ce lo aspettavamo. Sono lontanissini i tempi (metà anni '70) in cui gli amaranto facevano la parte dei leoni in casa e degli agnelli sacrificali in trasferta. In panchina c'era il povero Andrea Bassi. In campo uno dei bomber più amati della storia: Romoletto Graziani. Una vita fa. Oggi è tutto cambiato. Altro che rivoluzione copernicana. Prendiamo come esempio gli ultimi tre campionati di serie B: il 2008/09 finito in gloria con il ritorno in A dopo un solo anno di purgatorio, l'anno scorso e questo. Andiamo per gradi.
Nel 2008/09, in panchina Acori fino alla penultima giornata il Livorno perse, tra stagione regolare e playoff, solo tre partite lontano da casa. Curiosamente forono tre derby: a Empoli, a Pisa (strano, ma vero) e a Grosseto in semifinale. Complessivamente su 23 viaggi tornammo a casa felici nove volte per aver conquistato i tre punti e altre undici per aver rispettato la media inglese. Furono addirittura nove i successi. Numeri quasi da record. In casa il ruolino fu simile. Anzi, peggiore, perché a fronte delle nove vittorie (proprio come in trasferta) i pareggi furono uno in meno e le sconfitte quattro. Incredibile.
Cammino che porta dritto sul lettino dello psicanalista anche l'anno scorso. Trentuno punti in casa e ventotto fuori. Sei sconfitte all'Ardenza e sette successi dopo essere scesi dal pullman. E quest'anno? Le cifre sono ancora più clamorose. In casa l'abbiamo mangiata fredda già sette volte e abbiamo conquistato la miseria di 17 punti. Ottimo invece il cammino esterno. Quattro vittorie a 18 punti conquistati, più della metà di quelli complessivi.
Negli ultimi trent'anni in altre occasioni il Livorno in trasferta è stato una macchina da guerra. Basti ricordare le stagioni 1983/84 e 2001/02. In quei due campionati non perdemmo mai via dall'Ardenza. Merito di Renzino Melani (che finì imbattuto) e del Vodz Jaconi, allenatori entrati di diritto nella hall of fame amaranto. Nel mito. Il campionato del ritorno in B dopo trent'anni vide lo squadrone di Protti e i suoi fratelli sconfitto solo una volta, qui, con lo Spezia. Successo inutile per gli aquilotti spelacchiati. Insomma, quando andiamo fuori casa difficilmente ci cantano: «Cosa siete venuti a fare?..».
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