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IPPICA: IL PERSONAGGIO

Stefano Landi, miracolo a Pisa più forte del tempo e del chirurgo

LIVORNO. Nel presentare l'edizione 122 del Premio Pisa di galoppo avevamo preventivato un possibile derby in chiave ippica Livorno-Pisa tra l'ardenzino Paso Lungo e il pisano Moustache, ma come...

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LIVORNO. Nel presentare l'edizione 122 del Premio Pisa di galoppo avevamo preventivato un possibile derby in chiave ippica Livorno-Pisa tra l'ardenzino Paso Lungo e il pisano Moustache, ma come spesso accade anche ai più abili pronosticatori il match non si è concretizzato. Il primo è un po’ mancato nelle fasi decisive, il secondo si è invece battuto alla grande ma forse era destino che un labronico alla finegli facesse lo sgambetto. Non è stato però il collega a quattro zampe ma un fantino, uno dei migliori in Italia.

Parliamo di Stefano Landi, quarantaseienne jockey nativo di Siena, ma ormai livornesissimo d'adozione che, con una perfetta interpretazione in sella all'outsider Facoltoso, faceva sua la prova più ambita della stagione di San Rossore, bissando il successo colto sette anni orsono con Slapper. Ci è venuto un groppo alla gola quando negli ultimissimi "frame" della contesa Landi con grandissimo coraggio riesumava le residue stille di energia per sostenere il suo tre anni alla disperata ricerca del palo. Solo una testa, una decina di centimetri o poco più, ha infine separato i due valenti purosangue.

Una vittoria bellissima forse anche perchè sofferta, come è stata assai sofferta la carriera di Stefano Landi caratterizzata sì da grandi successi, conseguiti non solo in terra toscana, ma anche tempestata da gravissimi infortuni, l'ultimo dei quali alla fine di dicembre quando si è fratturato tibia e perone. Un incidente che poteva anche mettere in discussione il prosieguo della carriera. Landi invece ha reagito con grande risolutezza all'ennesinmo infortunio e a distanza di pochi mesi non solo è riuscito a tornare in sella ma anche a vincere un premio ambito e difficile.

Nel caos del dopocorsa samo riusciti a contattare il jockey ancora "sbuffante" dopo le fatiche della contesa: «Sono davvero felice per la vittoria anche perchè Facoltoso non era tra i soggetti più accreditati al successo. E, al di là dell'importanza della corsa, sono poi contento e forse anche un po’ stupito dal fatto che solo qualche settimana fa camminavo con le stampelle e adesso sono qui a festeggiare la vittoria nel Premio Pisa». «C'è sempre qualcosa di incredibile nelle corse - prosegue Landi - dove spesso fortuna e bravura vanno di comune accordo. Di certo devo ringraziare lo staff medico, capitanato dai dottori Giannotti, Scaglione e Punzi, che mi ha seguito dopo l'ultimo incidente e poi anche Nicola Parigi, davvero prezioso nell'opera di recupero dopo l'intervento che ho dovuto subire».

Sandro Marranini, lo speaker dell'ippodromo, nell'emozionante finale ha strillato: "Quarantasei anni e...non sentirli". A noi invece viene da dire che la classe non è acqua, perchè nonostante i numerosi infortuni e l'inesorabile incedere del tempo alla fine per carpire vittorie così prestigiose e difficili la differenza è fatta di qualcosa di impalpabile e quasi indefinibile, quel quid che separa i bravi fantini dai campioni veri e propri.

Carlo Abete

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di Redazione web