Gioco
Don Bosco, un autogol che spinge verso i playout
A cinque giornate dalla fine la situazione in classifica della squadra di Da Prato sembra già decisa. Non è bastato lo spirito guerriero del capitano Niccolai
LIVORNO. Spesso e volentieri regalare un tempo può costare caro. Molto caro. Nel calcio, come nel basket. E non importa se sul pianeta della palla a spicchi le frazioni sono quattro. Provate a chiederlo al Don Bosco di Andrea Da Prato, caduto domenica pomeriggio sotto i colpi de La Falegnami Castelfiorentino (71-73) in una sfida che avrebbe potuto avere riscontri assai interessanti nella corsa alla salvezza, obiettivo che adesso, a meno d’improvvisi colpi di scena, dovrà passare dalla lotteria dei playout.
La classifica, purtroppo, parla un linguaggio forte e chiaro, con la Coopsette Castelnovo e l’Utensili Varese distanti in classifica solo due lunghezze (quota 20, il Don Bosco è a 18), ma che in realtà ammontano a 4 in virtù degli scontri diretti entrambi a sfavore. Morale della favola, non serve certo uno sciamano per suffragare che la situazione è ormai quasi completamente compromessa, alla luce anche di un calendario ricco di impegni proibitivi (trasferta di Bologna e match interno contro la Royal Castellanza).
Peccato, peccato davvero. Perché il blitz di mercoledì scorso a Legnano (casa della Ltc Sangiorgese) aveva riaperto una porta da spalancare, rispedendo al mittente un Abc sbarcato all’ombra dei Quattro Mori in formazione rimaneggiata, ma comunque lucido nei suoi effettivi (e che effettivi) per l’intero arco della gara. Non è un caso, infatti, che il parziale labronico piazzato a cavallo della terza e della quarta frazione sia coinciso con il riposo del play gigliato Magini, perfetto interprete del capitolo “naismittiano” sul pick and roll. Al suo fianco le guardie Zani e Montagnani (quest’ultimo killer della serata con 22 punti) hanno sfornato l’ennesima prestazione priva di sbavature, al pari di Toppino sotto le plance.
Di contro Livorno, salvo appunto il blackout del terzo periodo (9-19), si è reso protagonista di una buonissima gara grazie soprattutto all’apporto di capitan Niccolai, autentico valore aggiunto di un roster che è stato costretto a rinunciare al talento di Matteo Martini (problemi al retto femorale). Passi in avanti pure per l’altro Leonardo (Mariani), anch’egli guerriero da 17 punti, ma purtroppo sparito nel momento topico. E proseguendo con gli episodi, è un dovere sottolineare la carenza di gite in lunetta da parte del Don Bosco nella prima metà gara. Colpa delle troppe letture perimetrali? Colpa degli arbitri? Beh, come al solito la verità sta nel mezzo e a conti fatti piangere sul latte versato risulta del tutto inutile. Meglio pensare alle cinque battaglie che rimangono, nella speranza di centrare un sontuoso miracolo.
Una strada per Cacco. Prosegue, sotto la spinta di Aldo Savi, uno degli amici che più gli sono stati vicini nella malattia, la raccolta di firme per inviare una petizione al sindaco Cosimi affinché si faccia promotore di intitolare una via a Gianfranco Benvenuti. Il “guru” del basket scomparso di recente non era soltanto un allenatore di pallacanestro, ma una figura che ha portato in alto il nome di Livorno a livello nazionale e non solo. Chi fosse interessato a firmare può rivolgersi alla sede del Don Bosco, presso il PalaMacchia, in via Allende.
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