Gioco
I nemici amaranto: braccino nel finale e calendario di fuoco
La squadra però gioca un buon calcio e può farcela L’uomo in più è Paulinho: nessuno ha un bomber così forte
LIVORNO. Il sanguinoso gol del pareggio del modenese Stanco è una coltellata che ha tolto il sonno molto più del ritorno all'ora legale. Altri due punti buttati via che certificano il primato del Livorno, forse su scala nazionale, nell'arte di complicarsi la vita. Così quello che poteva essere un dolce declino verso il finale della stagione, adesso è diventato un sentiero irto di difficoltà. Ma da quale malattia sono affetti gli amaranto? Diagnosi difficile. Prognosi di due mesi, quelli che mancano alla fine del campionato. Dopo di che sapremo tutta la verità.
Cosa non va. La squadra ha il cosiddetto “braccino” del tennista. Non riesce mai chiudere la partita. Esemplari le ultime giornate, gara interna con l'Albinoleffe esclusa. Con Empoli, Reggina e Modena il Livorno è stato rimontato complessivamente quattro volte. Al “Castellani” come al “Granillo” i nostri avevano la partita in mano. Avanti di un gol e con gli avversari in completa confusione, è mancato l'istinto del killer. Quello che ti consente di spaccare la partita in due e mandare, sul piano mentale, gli altri sotto la doccia.
Con il Modena diversa finale identico, con una variante sul tema visto il tentativo (fallito) di Madonna di coprirsi con il 5-3-2 nell'ultima mezz'ora. A questo punto è chiaro che questa squadra se non vuole soffrire deve tenere il pallone, attaccare. È arcinoto, infatti che la difesa non è a tenuta stagna. Tanto vale cercare di mantenere il comando delle operazioni, visto che la cifra tecnica è buona.
Detto questo è impossibile sorvolare sull'arbitraggio di Cervellera che sabato ha commesso errori in serie e tutti ai danni del Livorno. Il gol regolare annullato a Dionisi è pura fantascienza. Rivisto in tv anche il rigore accordato agli emiliani è un regalo.
Cosa va. La squadra pratica un calcio gradevole. Si sbatte, lotta e trova il gol con una certa facilità. Ecco perché difendersi a oltranza forse non serve Da quando Madonna siede in panchina il Livorno ha sempre segnato. Paulinho è in gran spolvero e sta segnando con confortante continuità. Il brasiliano è il vero acquisto di gennaio. Fa gol, fornisce assist, non sbaglia un passaggio. È un top player per la categoria al pari di Siligardi. Sempre utile anche Dionisi che ritroverà presto il feeling con le porte avversarie. L'atteggiamento complessivo è propositivo. E tatticamente il gruppo è in sintonia con l'allenatore.
Timori. Tra alti e bassi, alla fine però non si può stare tranquilli. Il calendario, infatti, è terribile e purtroppo con le dirette concorrenti per la salvezza non è stato messo troppo fieno in cascina. Così adesso, a parte la delicata trasferta di Gubbio sabato, bisogna trovare i punti salvezza contro le big. Il Livorno infatti deve affrontare nell'ordine, da qui a maggio, Padova, Pescara, Verona, Sassuolo e Torino. Non una bella prospettiva.
Al lavoro. Ieri domenica di relax, oggi alle 15 si torna al lavoro al Centro Coni. Sabato a Gubbio sarà un altro spareggio.
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