Gioco
Fiorentina s’è desta ma sfuma il colpaccio
Spera con Montolivo, sogna con Natali, si sveglia con Palacio
GENOVA. Alla fine la Fiorentina, il Genoa e i rispettivi tifosi hanno imprecato per la mancata vittoria ma hanno pure tirato un sospiro di sollievo per il pericolo scampato: una sconfitta, alla luce della classifica, avrebbe potuto avere l'effetto di un detonatore, sia per i liguri (comunque contestati e fischiati nel finale) che per i viola reduci dall'umiliante 5-0 con la Juve e nel mirino dei propri sostenitori.
Invece il 2-2 finisce per avere l'effetto di un brodino dopo una vigilia da brividi e permette nel caso della Fiorentina di affrontare almeno una settimana meno turbolenta di quella passata, cosa che non guasta dovendo preparare il prossimo match con il Chievo al Franchi, quello sì da vincere assolutissimamente.
Certo che i rimpianti non mancano visto che dopo il momentaneo 1-1 siglato da Montolivo i viola erano passati a metà ripresa addirittura in vantaggio con Natali subendo il pari all'89'.
E Delio Rossi alla fine non ha mascherato la sua profonda amarezza: «Sono molto ma molto deluso del risultato, quando giochi bene e meglio del tuo avversario devi vincere invece non siamo riusciti a chiudere il match, non sappiamo gestirli è non è la prima volta quest'anno. Se non fai gol qualche problema c'è».
Però un motivo di consolazione c'è: «La reazione del dopo-Juve c'è stata e lo sapevo dopo questa settimana di ritiro, è in momenti così che bisogna essere prima uomini che giocatori. Spero che Genova sia la tappa di un nuovo inizio, se avessimo giocato altre volte coì non staremmo parlando di questa classifica».
Contro gli ex Frey (uscito dal campo in lacrime, forse per la tensione) e Gilardino, quest'ultimo alla prima da avversario dei viola (l'attaccante si è rivelato tra i peggiori, mai un guizzo, un affondo, dando così ragione a Corvino che l'ha ceduto a gennaio per 8 milioni di euro) Rossi - che nella circostanza s'è presentato insolitamente in tuta viola lasciando giacca e cravatta nell'armadietto - ha optato secondo previsioni per il 4-4-2 coi rientranti Jovetic e Behrami, con Gamberini per Nastasic e il redivivo Marchionni (ultima da titolare contro il Parma un anno fa) a destra per l'acciaccato Lazzari: «Ho voluto dare più responsabilità ai veterani per affrontare questo momento, i giovani non ne hanno la forza» ha spiegato il tecnico. Nessuna sorpresa negli 11 di Marino con Palacio in coppia con Gila sostenuti da Belluschi.
Preceduta dai condannabili fischi con cui le curve genoane hanno turbato il minuto di silenzio per il soldato italiano ucciso in Afghanistan (alla base il mancato minuto concesso di recente per la recente scomparsa di alcuni tifosi) la sfida s'è mostrata da subito rabbiosa e intensa, il cui equilibrio s'è spezzato al 21' - al primo vero affondo dei rossoblù - con la rete del piccolo Belluschi di testa (!). La Fiorentina avrebbe potuto sbandare e finire di nuovo al tappeto, specie quando un minuto dopo Palacio ha fallito il raddoppio e l'arbitro ha annullato il gol di Biondini per fuorigioco al 28'. Ma la reazione dei viola è stata convincente: a parte il tentativo di Palacio subito dopo il vantaggio rossoblu' e il raddoppio di Biondini annullato per fuorigioco al 28', la squadra di Rossi è riuscita a non sbandare - e il rischio c'era - prendendo sempre più possesso del centrocampo e spingendosi in avanti in modo propositivo e incisivo. Tanto da conquistare il pareggio con merito al 31' grazie ad un tiro di Vargas ribattuto in porta da Montolivo.
Ripresa giocata a fiammate, il Genoa ha invocato un rigore per un contatto Pasqual-Biondini, la Fiorentina più determinata s'è vista premiare al 25' quando da un corner di Vargas l'inzuccata di Natali ha fatto centro.
Delio Rossi resta deluso per come è maturato il pareggio di Marassi. A due minuti dal termine, infatti, i viola conducevano per 2-1: «Sono dispiaciuto per la squadra: quando fai una prestazione del genere devi uscire vincitore - ha detto Rossi -. Abbiamo giocato con una buona personalità, sfiorando più volte il 3 a 1: purtroppo è un’annata così. La società vuole puntare su di me per un progetto presente e un progetto futuro», spiega.
Così Marino: «È normale che i tifosi si aspettino di più, ma siamo anche noi a voler migliorare purtroppo è un pò di tempo che le cose non ci girano bene, ma i ragazzi danno sempre il massimo».
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