Gioco
Curiman, l’imbattibile barista tra i pali
A Castiglione lavora nel locale del presidente e para tutto: ieri un’altra vittoria
Dalla serie A rumena al ampionato di prima categoria italiano, il salto è davvero grande, anche se non in avanti. Per Cristian Curiman, 29enne portiere venuto dall'Est però, l'idea di poter continuare a giocare a calcio e tuffarsi in una nuova avventura non ha pesato. Anzi, per il giovanotto di un metro e 84 centimetri è stato come poter ripartire, e vedere la vita con nuove speranze. Curiman in questa stagione gioca nelle fila della Castiglionese, squadra che milita nel girone F, e sicuramente è il giocatore con il pedigree più importante del gruppo affidato a Michele De Masi. I rossoblu sono lì a contendersi la vittoria del campionato, e anche ieri sono passati con autorevolezza sul terreno del Braccagni, confermandosi al comando della classifica della grazie ad una difesa quasi insuperabile, solo 15 gol al passivo e soprattutto alle parate del suo portiere - «è come avere un centravanti da 20 reti - gongolano i dirigenti». Cristan Curiman ha cambiato molte maglie nella sua carriera. Originario di Dragasani a circa 250 dalla capitale Bucarest, fin da giovanissimo si è messo subito in evidenza, tanto da essere ingaggiato per la squadra juniores dell'Fc Argenes che militava nella serie A. "Andai ad un provino, e fui scelto fra 600 bambini - ricorda Cristian". Da quel momento per Curiman giocare a calcio è diventato un vero lavoro. "Sono stato al Brasov, al Gas-Metan Medias, il mister era Ovidio Sabau che ha giocato anche in Italia al Brescia, arrivammo secondi in serie B - racconta. Poi ho assaporato la serie A con l'Unirea Urziceni con Dan Petruscu, ero il secondo di Bogdan Stelea il portiere della Nazionale». In tutto Curiman vanta circa 80 presenze nella serie B e oltre 100 nella serie C. Nel dicembre 2010 la decisione di venire in Italia, a Lucca dalla sorella. L'obbiettivo era quello di trovare un lavoro. Cercando su internet Cristian mandò una mail alla Massetana in seconda categoria del presidente Bolici (purtroppo retrocessa ai play out con due 0-0), che lo ingaggiò per 4 mesi. Cercando sempre lavoro capitò a Castiglione. Un colpo di fortuna perché incontrò l'allora presidente Pier Paolo Rotoloni titolare di un bar: l'incarico fu doppio, d'estate dietro il bancone, e da settembre a difendere i pali della squadra.
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