Gioco
Quasi 5000 per spingere il Livorno ma non basta
Striscione per Matteini e qualche scintilla a fine partita: intervengono Mazzoni e Luci nel piazzale
LIVORNO. Invito raccolto. Il colpo d'occhio dell'Ardenza non era paragonabile a quello dei tempi d'oro, ma adesso anche i cinquemila di ieri sono un bel tesoretto da cui ripartire. In tribuna c'erano i ragazzini arrivati direttamente da scuola a bordo degli autobus dell'Atl, ma c'era soprattutto unità d'intenti tra le due anime della tifoseria. Quella pro Spinelli e quella che non ama più il presidente. Dalla curva nord solo qualche raro coro contro la conduzione societaria. Poi tanti decibel da riversare sul campo. E alcuni vecchi motivetti contro i cugini pisani, nel segno di una rivalità mai sopita.
Anzi, consolidata da Davide Matteini al quale gli ultras hanno dedicato uno striscione: "Matteini esempio di appartenenza. La maglia non è solo convenienza". Poi tutti insieme appassionatamente a tifare. Con la curva che ha dapprima ha beccato ripetutamente l'ex Perticone e poi, insieme agli sportivi degli altri settore se l'è presa anche con l'arbitro Cervellera e i suoi collaboratori che non hanno proprio convinto. A fine partita tutti a casa con il magone, perché il pari preso al minuto 94 fa malissimo e la classifica non fa dormire sonni tranquilli.
Scintille fuori. A fine partita c’è stata anche qualche scintilla in piazzale Montello. Un tifoso se l’è presa con Dionisi e sono intervenuti Mazzoni e Luci in sua difesa. Ne è nato un battibecco che ha scaldato un po’ gli animi.
Un chiarimento sarebbe importante visto che in questo finale di stagione squadra e tifosi devono remare dalla stessa parte.(f.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
