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Il Livorno si butta via: leggerezza al 94’ e il Modena fa 2-2

di Alessandro Bernini
Il Livorno si butta via: leggerezza al 94’ e il Modena fa 2-2

Sulla partita pesano le sviste arbitrali ma anche la scelta di Madonna di passare alla difesa a 5 a mezzora dalla fine

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LIVORNO. Ma come si fa? La vittoria forse più importante della stagione gettata nel cassonetto. Un minuto alla fine, 2-1 per il Livorno, bisogna solo restare compatti: invece Bernacci è a un chilometro dall’azione, Schiattarella è fermo a centrocampo per un colpo, sulle fasce ci sono due crateri, Greco se ne va solo a destra e mette un rasoterra sul quale Bardi interviene male e Meola perde Stanco che firma il 2-2.

Un finale da incubo, l’ennesimo. Perché questo purtroppo è un film già visto tante volte. Ricordate contro l’Ascoli il gol della vittoria di Papa Waigo?Era il 91’. E l’autorete di Bardi contro il Gubbio che ci costò i tre punti? Era il 93’... Una valanga di punti sprecati, un segnale di come la squadra faccia fatica nei momenti più delicati. Poteva essere una v ittoria che ci metteva quasi al riparo, con 8 punti sulla zona a rischio: ce ne restano 6, ma il Vicenza ha una partita in meno e soprattutto davanti abbiamo un calendario tutt’altro che semplice.

Difesa a 5 e Bernacci. Stavolta, forse per la prima volta, non ci è piaciuta molto la gestione di Madonna. Che pure aveva preparato bene la partita, tenendo Siligardi molto largo e Paulinho più arretrato.

Torniamo al minuto 17’ del secondo tempo. Paulinho ha appena segnato il gol del 2-1, splendido, e Madonna ordina un cambio: fuori Siligardi, dentro Sini. Il Livorno dal 4-3-3 passa al 5-3-2 e in pratica si condanna a mezzora di sofferenza. Una decisione che avrebbe lasciato perplessi anche in caso di vittoria e che giocoforza lascia ancora più il segno dopo un pareggio così amaro.

Anche l’innesto di Bernacci ha lasciato perplessi. D’accordo, Dionisi aveva chiesto il cambio, ma a quel punto non era meglio un Filkor e un 5-4-1? Chiusi per chiusi... Oltretutto Bernacci al momento è in palese difficoltà: ha giocato un quarto d’ora e non ha dato niente di niente, non ha tenuto un pallone e non ha rincorso mezzo difensore. Se è in queste condizioni, meglio puntare sul nostro Moscati.

Che arbitraggio. Anche stavolta vale il famoso “agli zoppi, pedate negli stinchi”. Perché adesso siamo a mangiarci le mani per quel finale maledetto, ma magari la partita poteva essere chiusa molto prima senza i danni dell’arbitro Cervellara e del suo assistente Avellano. Il Livorno gioca per salvarsi, ma loro sono da retrocessione diretta.

Clamoroso il gol annullato per fuorigioco a Dionisi al 31’ del primo tempo. Con quella rete saremmo andati sul 2-0, e allora sì che sarebbe stata tutta un’altra partita.

E poi anche il rigore concesso per fallo di Meola è sembrato a dir poco generoso. Signori ha già perso la palla, va in scivolata, forse Meola lo tocca ma il danno procurato non c’è. Il tutto tralasciando una trattenuta netta su Dionisi in area sul finale di primo tempo.

Battiamoci il petto, ma non dimentichiamo che in questo momento nessuno ci dà una mano.

Grande Paulinho. In questo sabato che lascia tanto amaro in bocca, bisogna fare tanto di cappello a Paulinho. Partita da leccarsi i baffi, in ogni parte del campo: ha difeso il pallone, ha aperto il gioco, ha aiutato la squadra in fase difensiva, ha segnato un gol strepitoso (quello del 2-1) che aveva illuso i 5.000 del Picchi. Questo è un giocatore vero.

Polemica Perticone. Fischi e cori contro Romano Perticone da parte dei tifosi amaranto, che non gli hanno perdonato quell’intercettazione telefonica di Gervasoni nella quale spunta il suo nome. Rapporti molto tesi anche con alcuni ex compagni, come ha confermato la dichiarazione dello stesso Perticone a fine gara: «Dal punto di vista estetico il Livorno ci ha rimesso con la mia cessione. Ho visto alcuni miei ex compagni e sono proprio bruttini». Ironia velenosa.

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