Gioco
«Ci manca la malizia ma hanno dato l’anima»
Madonna elogia la squadra e sul cambio di modulo nel secondo tempo glissa: «Sono pagato per fare le scelte. Era un rischio calcolato, è andata male»
LIVORNO. Amareggiato, ma lucido e chiaro nell'analisi di una partita stregata. Armando Madonna, come sempre, è onesto, gioca d'anticipo e va subito al nocciolo della questione: quel cambio a mezz'ora dalla fine che di fatto ha consegnato l'iniziativa al Modena.
Il 5-3-2 finale. Dentro Sini per Siligardi e Livorno che si rintana nella propria metà campo affidandosi al contropiede. Ecco la spiegazione del tecnico di Alzano su : «Avevo visto Luca un po' stanco e ho pensato di rinforzare gli ormeggi passando con la difesa a cinque. Nonostante tutto ripartivamo bene e in tre o quattro circostanze abbiamo pure creato i presupposti per il terzo gol che purtroppo non è arrivato. È stato un rischio calcolato. Sono qui per fare delle scelte. Che a volte pagano. A volte no. In questa circostanza non sono stato fortunato. E comunque sia, che fosse sbagliata o no adesso ormai l'ho fatta. Ho pensato che quello fosse il modo per coprirci visto che soffrivamo sui loro lanci lunghi. Non è andata bene. Venerdì il Sassuolo, che lotta per andare in serie A, dopo aver trovato il gol con l'Empoli si è tirato tutto indietro. Ma non ha preso gol alla fine. A noi, purtroppo un simile atteggiamento non ha prodotto risultati».
Poca malizia. Volente o nolente il Livorno il golletto lo becca sempre. Come ad Empoli, con il Modena il dispiacere è arrivato in zona Cesarini: «Ci manca quel pizzico di furbizia che ci consentirebbe di evitare di incassare gol nel finale di partita. Non credo che si tratti di un problema psicologico. Preferisco interpretare questo vizio come un peccato di gioventù. A testa alta. Ha il morale sotto i tacchi, Armando Madonna, ma difende a spada tratta i suoi ragazzi: «Punto primo: non abbiamo mai vinto senza meritare il successo fino in fondo. Anche oggi tutti hanno dato di più di ciò che avevano dentro. Nessuno deve abbattersi più del dovuto. Anzi. Con il lavoro sono convinto che centreremo la salvezza. Sono orgoglioso della mia squadra per l'impegno profuso sul campo. E credo che la gente si sia accorta di quanto i ragazzi abbiamo lottato e abbia apprezzato l'atteggiamento di chi è andato in campo oggi. Avevamo qualcuno, come Meola e Morosini, che non giocavano 90’ filati da parecchi tempo. Eppure si sono battuti fino in fondo. E poi non dimentichiamoci che da quando sono arrivato abbiamo sempre fatto gol. Significa che l'atteggiamento è propositivo. Bernacci? Non mi pare sia andato male. Lo trovate demotivato? Assolutamente no».
Gli avversari. Madonna usa un modo indiretto per lodare la sua squadra. Lo fa elogiando il Modena del suo vecchio amico Bergodi (suo compagno di squadra per tre anni nella Lazio): "Abbiamo affrontato una delle squadre più in forma del momento. I gialloblù sono in serie positiva. Nel primo tempo abbiamo giocato alla pari e durante quei primi 45 minuti ho avuto la sensazione che potessimo segnare, ma anche subìre gol. Aver messo in difficoltà un avversario come il Modena grazie a un'ottima prestazione come questa mi fa essere ottimista per il futuro».
La classifica. Per molte settimane Madonna ha detto di non far caso alla classifica. Stavolta, invece, dimostra che qualche calcolo lo sta facendo anche lui: «Abbiamo guadagnato un punto sulla zona playout, ma questo è poco significativo anche perché la giornata non è ancora completa. Sono dell'idea che dobbiamo arrivare a 48-49 per garantirci la permanenza in serie B».
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