Il Tirreno

Livorno

I bambini del mondo che giocano a Prato

di Giacomo Carobbi
I bambini del mondo che giocano a Prato

Una squadra con 47 stranieri su 200 tesserati: ci sono anche cinesi e indiani

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PRATO

SI. scrive Zenith Audax, si legge multinazionale del pallone: dei duecento tesserati di questa storica società pratese, dove negli anni Cinquanta tirarono i loro primi calci Mario Bertini e Bob Vieri, un quarto sono figli di stranieri, la maggior parte extracomunitari. Li trovi nella scuola calcio come in prima squadra, girone B di Prima Categoria. Valentin e Dragos sono due dei quattro rumeni, Anis è tra i quindici albanesi. I marocchini sono addirittura diciassette: si chiamano Hamza, Salah, Mohammed, Zohair. Le nazioni rappresentate sono in tutto nove, dieci con l'Italia. Arrivano dallo Sri Lanka e dal Pakistan, dall'India e dalla Cina, ci sono perfino un ivoriano e un francese (ma di origine algerina). In tutto sono quarantasette, ma sono destinati a crescere.

La convivenza fa parte della storia di questo sodalizio: la struttura attuale è il risultato di una serie di fusioni iniziate negli anni Sessanta, quando la Polisportiva Zenith unì le forze prima con l'Ac Superga e, nel decennio successivo, con i nemici storici dell'Ambrosiana. Più recente è l'accorpamento con l'Audax 1972, società dell'attuale presidente Carmine Valentini. Sotto lo stesso stemma, nei decenni, hanno finito per confluire gruppi di persone di estrazione sociale e provenienza politica completamente diversi. «I ragazzi che giocano con noi sono quasi tutti nipoti del primo gruppo di immigrati, per loro si può parlare ormai di terza generazione. Non c'è nemmeno il problema della lingua: parlano tutti correntemente l'italiano, a differenza dei loro genitori che invece hanno qualche difficoltà».

I risultati? Per quel che valgono, ottimi: Allievi e Giovanissimi sono nelle parti alte delle loro classifiche.

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