Gioco
Pontedera, profumo di promozione
I granata superano lo Spoleto e fanno le prove generali del ritorno nel professionismo dopo dodici anni di assenza
PONTEDERA. Se non è promozione, poco ci manca. La roboante vittoria interna contro la Voluntas Spoleto porta il Pontedera con un piede e mezzo in Seconda Divisione, mentre l'inseguitrice Arezzo non riesce a tenere l'irresistibile ritmo della capolista e si fa bloccare sul pari dal Trestina. Ora il divario tra le due squadre è di 10 punti. Una bella garanzia, a 7 giornate dal termine, per poter mettere lo spumante in fresco e prepararsi a festeggiare la riconquista di una categoria che a Pontedera manca da 12 anni.
Senza fare troppi calcoli, gli uomini di Masi giocano, divertono e vincono, liquidando con 3 reti una Voluntas Spoleto guardinga nel primo tempo, ma fin troppo arrendevole nel secondo. Nella ripresa, i gol di Magnani e Nolè legittimano la supremazia della capolista, padrona del campo, ma incapace di trovare la via del gol, nei primi 45'. A sbloccare il risultato e a mandare in delirio uno stadio già sorridente, a causa delle notizie che arrivavano da Trestina, ci pensa il bomber granata con una prodezza delle sue.
Nel giro di 6' arriva il raddoppio di Nolè, che non segnava al Mannucci dal 30 ottobre, poi il sigillo definitivo di Carfora, nei minuti di recupero. Nel mezzo, tante palle gol sciupate dai granata, che rendono l'idea di quanto il passivo finale potesse essere più pesante. Lo Spoleto, invece, la butta sulla difensiva nel primo tempo, ma nella ripresa si squaglia e lascia campo libero al Pontedera, che gioca sul velluto facendo sembrare irrisorio un impegno che in realtà faceva presagire un andamento diverso.
Nella prima frazione infatti, la capolista tiene saldamente in mano le redini del gioco, senza però finalizzare. Le cause? L'eccessiva tensione con cui gli uomini di Masi sono scesi in campo, e il ritorno al modulo 4-3-1-2 voluto dallo stesso tecnico, che riporta Nolè alle spalle del tandem d'attacco Magnani-Cubillos. Il Pontedera prende subito in mano il centrocampo, ma trova poco spazio sulle corsie esterne faticando ad arrivare alla conclusione. Merito anche di uno Spoleto piuttosto remissivo, che pensa esclusivamente a contenere.
Gli unici sussulti arrivano nel giro di pochi minuti, al 22' e al 27'. In entrambi i casi è Nolè a tentare la conclusione. Prima spara alto da distanza ravvicinata, poi si ritrova a tu per tu con Lazzarini, ma invece di tirare preferisce appoggiare per Magnani, sbagliando però a calibrare il passaggio. Anche gli umbri hanno la loro (unica) occasione poco prima dell'intervallo. La retroguardia granata, portiere compreso, si fa scavalcare da un cross di Schettino, Gammaidoni si ritrova la palla sulla testa ma non centra lo specchio a porta sguarnita. Nel secondo tempo Nolè torna a fare l'esterno, la squadra alza il ritmo, e il gioco è fatto. Il matador dello Spoleto è il capocannoniere granata Luca Magnani, che al 56' raccoglie una verticalizzazione di Carfora, sgomita con Ingiosi e supera Lazzarini in uscita con uno spiovente. Un incantesimo che spezza il catenaccio allestito dagli umbri ad inizio ripresa e che fa piovere palle-gol dalla parti di Lazzarini. Il portiere prima salva su Cubillos al 58', ma 5' dopo capitola sul piattone di Nolè, servito proprio da un assist del colombiano. La mezz'ora finale è una passerella per i granata. Un tiro al bersaglio verso la porta umbra, con Lazzarini ancora monumentale sui nuovi entrati Arrighini ed Ettorre, poi su Cubillos, ma al 94' il sinistro dal limite di Carfora suona come una sentenza definitiva. Per il ritorno tra i professionisti del Pontedera manca solo la matematica.
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