Gioco
Pistoia, dieci minuti per scrivere la storia
Ultimo quarto da Guinness dei primati (28-3) e la supersfida con Reggio Emilia diventa un’impresa da raccontare
PISTOIA. Si potrebbe parlare di una vendetta attesa da mesi (-48 dell'andata), forse da anni (spareggio per l'A1 dell'89 con canestro vincente reggiano contestato di Grattoni nel finale). Si potrebbe dire che in una serata così magica, col palazzetto pieno e i ricordi che scorrevano a fiumi, non si poteva perdere. Ma all'intervallo dello scontro al vertice che ha battezzato il neonato PalaCarrara, in pochi tra i 4000 presenti avrebbero scommesso un euro sulla squadra di Moretti affogata nel corri e tira reggiano, contratta da un clima di festa che si era trasformata in pressione, sotto nel punteggio e nel rendimento. Ma avrebbero perso, perchè la “meravigliosa creatura” di morettiana fattura ha stupito una volta di più, scrivendo un'altra pagina eroica della sua storia. E viste le premesse non sarà l'ultima ma di sicuro fino a qui, è stata la più bella.
I biancorossi hanno ribaltando un finale che sembrava già scritto dopo 10', infilando nell'ultimo quarto un 28-3 da record (rispondendo allo schiaffo dell'andata) che forse non si vedeva nemmeno a Salonicco ai tempi d'oro, quando intorno al campo c'era di tutto, di più. Chi l'avrebbe detto quando la blasonata Trenk, nel primo tempino,aveva messo la testa sott'acqua al quintetto di casa, scappando via con i contropiedi di Taylor e i ganci di Chiacig (9-20 all'8'), passeggiando sull'ombra della Tesi Group guerriera. I cambi di Moretti non scuotono la squadra, la sfortuna ci si mette si mezzo, Pistoia perde anche Gurini (infortunio alla spalla, a prima vista non sembra una cosa da poco) ed è doppiata dagli ospiti (16-32 al 13'). Le rotazioni si accorciano (si gioca in 6 per i restanti 25'), i fischi arbitrali fanno infuriare il palazzetto.Si va al riposo sotto di 14, col morale a terra e la forte tentazione di chiamare “Chi l'ha visto” per cercare Hardy (5 punti con 2/7 e 2 perse in 20'). La svolta dopo i primi 3' del terzo tempino senza canestri arriva invece proprio dal folletto del Bronx che si scalda le mani e segna due bombe e due appoggi in un amen (39-48 al 26'), sfruttando i recuperi della sempre più asfissiante difesa di casa. I biancorossi lavorano ma non producono quanto potrebbero, riescono a caricare i lunghi ospiti di falli e il PalaCarrara che è una bolgia anche sul -9 ed è già lì per esplodere alla bomba in allontanamento di Saccaggi che apre l'ultimo giro di lancette vietato ai deboli di cuore (46-52). Sì, perchè, Hardy stavolta non si fa aspettare, infilandosi in ogni maglia della difesa.
Segna un -4 incredibile, che diventa -3, poi -1 (55- 54) in una sfida dove la pressione è passata tutta sulle spalle ospiti. Il primo sorpasso (56-55) arriva da quella lunetta con cui la Tesi Group ha litigato tutta la sera, ma è solo il prologo ai 5' più belli della stagione. Quelli in cui Giacomo Galanda, che anche nell'inizio maledetto ha cercato in ogni modo di scuotere i suoi, sale in cattedra per il peggiore degli incubi del suo ex compagno azzurro. Con il “Ghiaccio”, alias Bob Chiacig, si scioglie tutta Reggio Emilia che negli ultimi 10' è stritolata dalle tigri biancorosse che si avventano su ogni rimbalzo. La “remuntada” è nello schiaccione di Tavernari che a fine gara si getta in curva per affondare nel tripudio, nella grinta di Jones, nei salti al cielo di Toppo all'ultimo rimbalzo contro avversari più grandi e grossi di lui. E' negli occhi di Lorenzo Saccaggi, eroe non per caso di una squadra che dalle disgrazie (infortunio di Mathis), ha reagito da grande ed è nei canestri di Hardy, dall'inferno al paradiso in 20 '. Ma è anche nell'abbraccio tra Paolo Moretti e Fabio Bongi nei secondi finali, nella camicia spiegazzata e sudata di Roberto Maltinti e nello striscione iniziale in curva “Fieri di essere eredi della tua passione” rivolto a Mario Carrara, presidente degli anni d'oro, che da ieri dà il nome al tempio del basket pistoiese. «Andiamo in serie A?» si chiedeva il pubblico avvolto nella gigantesca coreografia della Baraonda prima della palla a due. La Tesi Group ha risposto forte e chiaro sul campo.
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