Il Tirreno

Livorno

Siligardi, l’uomo col cannone nei piedi

di Fabrizio Pucci
Siligardi, l’uomo col cannone nei piedi

«Madonna ci spinge a tirare da fuori, io ci provo. E da rifinitore mi trovo alla grande. Il futuro? Voglio restare qui»

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LIVORNO. La rinascita amaranto passa per i gol di Paulinho e Dionisi, attraverso i polmoni di Luci e Filkor e Morosini e ha la firma di tutto il gruppo che nelle ultime settimane si è sbattuto per tornare in linea di galleggiamento. Ma la risalita ha pure la griffe di Luca Siligardi, il vero, grande acquisto di gennaio del Livorno. Le sue scorribande spaccano le difese avversarie. Creano superiorità e la piacevole sensazione di avere il colpo in canna. Nel giorno dell'Epifania con una sua conclusione insidiosa propiziò il pareggio di Belingheri sul campo di Grosseto. Da allora l'uomo venuto da Correggio non si è più fermato.

Ha tirato il fiato con il Bari (una sabato sfortunato per il collettivo) poi è ripartito a mille all'ora.

Liberazione. Eppure all'inizio questo ragazzo estroverso e intelligente ha dovuto mordere il freno: «Sì, purtroppo nella prima parte della stagione non sono stato quasi mai utilizzato per via di tutta una serie di infortuni che mi hanno tenuto ai margini della squadra. Ho sofferto, ma adesso sono di nuovo io». Da oggetto misterioso a protagonista. Una vera liberazione, coincisa con il cambio di allenatore: «E' un puro caso. Novellino mi stimava, ma di fatto non mi ha mai avuto a disposizione a causa dei miei guai fisici. Adesso invece sto bene e Madonna mi dà fiducia e mi fa giocare con continuità. Ecco. Quella è la parola magica che spiega il mio bel momento. Gioco spesso e ho un rendimento costante".

Tra le linee. E' proprio la nuova posizione in campo di Siligardi (che adesso agisce dietro le punte) ad aver determinato il cambio di modulo: "Sì. Adesso ci sono io, o se si abbassa una punta, con due uomini dietro il reparto offensivo. Ho la possibilità di svariare sul fronte offensivo e di mettere in mostra la mia caratteristica principale: quella di saltare l'uomo e di cercare la porta. E infatti nelle ultime settimane sono arrivati due gol, con Nocerina e Albinoleffe e altre possibilità di segnare». Già, quella peculiarità che il 'Sili' annunciò il giorno della sua presentazione alla tifoseria, sul finire di agosto. Quando si dice che un uomo è di parola.

Il futuro. Sili si trova benissimo a Livorno e vorrebbe rimanere: «Quando sono venuto qui, ho accettato la formula della comproprietà tra la società amaranto e l'Inter proprio perché avevo intenzione di fermarmi qui più di una stagione, quindi se c'è la possibilità resto volentieri. La società per l'anno prossimo vuole allestire una squadra di giovani? Non mi spaventa. Se vogliono, io ci sono».

Serenità. Adesso la squadra sembra avere maggiore fiducia nei propri mezzi: «Fin da quando è arrivato, Madonna, ci ha chiesto di essere più propositivi. Ci ha sottoposto a lunghe serie di tiri in porta, proprio per abituarci ad essere più concreti là davanti. Adesso l'atteggiamento è quello giusto. Avete visto ? Abbiamo metabolizzato in fretta anche il cambio di modulo. A Empoli abbiamo fatto più fatica, mentre con l'Albinoleffe siamo andati decisamente meglio al di là del risultato che è stato positivo anche nelle proporzioni».

L'obiettivo. Siligardi è un ragazzo intelligente. Gli piacerebbe da matti alzare l'asticella delle ambizioni, ma sta con i piedi ben saldi per terra.

«Nei nostri pensieri - afferma - c'è la salvezza, da raggiungere prima possibile. Per questo non ci culliamo sugli allori. Certo. C'è un pizzico di rammarico perché adesso stiamo andando bene e con questa grinta e prestazioni di livello come quelle recenti, avremmo potuto puntare anche ai playoff che adesso invece sono molto lontani. Peccato. Tuttavia se indoviniamo una serie di risultati utili potremmo anche provarci. In primis, però, dobbiamo conquistare la permanenza in B».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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