Il Tirreno

Livorno

Gemelli per ora e per il futuro

di Fabrizio Pucci
Gemelli per ora e per il futuro

Dionisi-Paulinho insieme già a quota 20 gol: la salvezza amaranto passa dai loro piedi

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LIVORNO. Attenti a quei due. Federico Dionisi e Paulo Sergio Betanin, i gemelli del gol. I tempi dei miti Protti e Lucarelli sono lontani, ma questi due ragazzi che insieme non arrivano a mezzo secolo d'età, cifre alla mano stanno facendo un grande campionato. Venti reti, equamente divise. Sabato scorso sono entrambi sbarcati nel mondo della doppia cifra e davanti ci sono ancora 12 partite.

L'inizio. Chico come ogni anno è partito sparato: cinque gol nelle prime sei giornate e una posizione di tutto rispetto nella classifica cannonieri. Paulinho invece all'inizio ha stentato. Pali, traverse, qualche occasione fallita. Eppure le prestazioni del bimbo di Caxia do Soul erano sempre più che sufficienti. Il punto più basso del suo autunno, a ottobre. Partita interna con la Reggina. In pochi minuti si divora un gol, poi vede una sua conclusione a colpo sicuro respinta da un avversario sulla linea. Infine fallisce il rigore dell'1-0. Il brutto è che poi gli amaranto calabresi vincono 2-0. Intanto anche 'Dio' è in sofferenza. Si sbatte, ma segna poco. La squadra subisce una spaventosa involuzione. I due attaccanti si cercano, ma non si trovano. Giocano troppo lontani. Paulinho vive la sua giornata sì con il Pescara. Una bella doppietta contro gli abitanti di Zemanlandia. Una settimana dopo fabbrica al 91' il pareggio a Cittadella. Sembra la svolta. Ma non è così. La luce amaranto si spegne. Dal 12 novembre per rivedere un gol su azione bisogna aspettare il 6 gennaio a Grosseto. Prima solo una tristezza infinita fatto di una sola rete (su rigore) di Dionisi e tante, troppe sconfitte.

Magico 2012. Durante le vacanze di Natale c'è l'avvicendamento sulla panchina amaranto. Via Novellino, dentro Madonna. La squadra, in difficoltà e reduce da 5 ko di fila, non ha più nulla da perdere. Paradossalmente prende coraggio. Gioca con la forza dei nervi distesi. E ricomincia a segnare. Senza fermarsi più. Nelle dieci partite gestite dall'uomo di Alzano i nostri hanno esultato almeno una volta. Dopo Grosseto (pari firmato Belingheri) arriva il Crotone e le zampate della coppia d'oro ribaltano una partita diventata difficilissima. Il venerdì successivo a Marassi il Livorno prende a pallonate la Samp, ma come spesso succede rischia di perdere. Rimedia Paulinho con una punizione che incanta gli amanti del bel calcio. La recita più bella il 4 febbraio a Castellammare. Le vespe segnano subito, ma in 3’ i nostri giovani 'eroi' girano la partita. Paulinho segna un gol fantastico: aggancio volante in un fazzoletto, difensore al bar e diagonale al curaro. 1-1. Dionisi si ingolosisce e trova il vantaggio con una meravigliosa conclusione dal limite. Un gol simile a quello che segnerà nel gelo ardenzino del “lunch match” con il Vicenza. Poi sabato l'apoteosi. Paulinho 2 Dionisi 1. AlbinoLeffe al tappeto. Nel nuovo anno sono sette i gol del brasiliano, quattro quelli del bomber di Rieti.

Le cifre. Forse in pochi, a inizio stagione avrebbero scommesso sulla coppia gol amaranto. Adesso tutti devono ricredersi. I due non giocano in una squadra iperoffensiva come il Pescara di Zeman, eppure, se prendiamo i due migliori marcatori di ogni squadra, sono messi bene. Già. I biancocelesti hanno Immobile a 21 reti seguito da Sansovini con 13 per un totale di 34 gol (a cui se vogliamo potremmo aggiungere gli 11 di Insigne per arrivare a 45!). Dietro con 24 reti Sansone-Boakye (Sassuolo), poi a 20 Paulinho e Dionisi (10+10) e Sau-Danilevicius (15+5) della Juve Stabia. Tanto per intenderci annaspano celebrati reparti come quello del Toro Antenucci-Bianchi (13, 7+6) e della Samp Pozzi-Bertani fermi a 17. Nel Padova (che ha speso fior di milioni) per arrivare a 19 gol servono tre giocatori: Ruopolo, Cutolo e Cacia.

Complementari. Inutile negarlo. I due amaranto sono ben assortiti: Paulinho può giocare prima punta e Dionisi (a patto che non si allontani troppo dal partner) in questo modo può inserirsi e diventare devastante. Adesso, poi con il modulo che prevede il tre quartista, entrambi giocano faccia alla porta e possono puntare i difensori. La loro velocità e il talento poi fanno la differenza. Non è tutto. Al di là della valutazioni tattiche questi due ragazzi sentono molto la maglia. E in un momento difficile come questo quanto a senso di appartenenza, il loro attaccamento può riaccendere un pizzico di entusiasmo. Ecco perché sarebbe opportuno resistere alle sirene del mercato da giugno in poi.

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