Gioco
Don Bosco, la scossa non ha portato frutti ma Da Prato ci crede
«Sul piano caratteriale la squadra ha reagito, ora arriva la sosta e dovremo lavorare sulla tattica. Bravo Martini»
LIVORNO. La scossa, purtroppo, non è arrivata. Tanto che lo spettro dei playout sembrerebbe (almeno per ora) aver trovato alloggio nei pressi del PalaMacchia: a sette turni dal termine della regular season di Divisione Nazionale B, infatti, evitare la roulette degli spareggi appare per il Don Bosco un'impresa titanica. Tuttavia mai dire mai, soprattutto alla luce di una matematica che mette ancora 14 punti in palio. Ma è anche vero che oltre alla trasferta sul legno della Ltc Sangiorgese, la truppa di Andrea Da Prato (domenica scorsa alla prima sulla panchina donboschina) dovrà fronteggiare un calendario in salita farcito d'impegni ad alto rischio contro la Royal Castellanza e la So.Ge.Ma. Bologna, mentre all'ultima giornata la gita in quel di Firenze potrebbe rivelarsi decisiva, al cospetto di un roster neppure lontano parente di quello spesso travolto nel girone di andata grazie agli innesti di Giuliano Samoggia e del bomber romano Daniele Grilli.
«La reazione caratteriale non è certo mancata - ha commentato Da Prato - i ragazzi hanno lottato per quaranta minuti su ogni sacrosanto pallone, senza mai gettare la spugna. E questo per me è già un passo avanti, sarei stato più preoccupato se avessi visto una squadra rinunciataria e con il morale sotto ai piedi. Peccato poi non aver affiancato a tale carica agonistica quei meccanismi tecnico-tattici che spero di oliare al meglio nelle prossime due settimane sfruttando la sosta del campionato a causa della Coppa Italia».
Tra le note positive della domenica c'è senza dubbio la prestazione offerta da Martini, autore di 11 punti, molti dei quali realizzati in transizione e in contropiede: «Matteo ha giocato per quanto vale – risponde Da Prato – la passata stagione nel torneo Under 19 Eccellenza riuscì a stupire in sfide ricche di giocatori che in estate hanno spiccato il volo verso la Divisione Nazionale A e di conseguenza conosco il grande potenziale in suo possesso».
La marcia salvezza mette in programma sette finali che il Don Bosco dovrà affrontare con la migliore serenità possibile, cercando al tempo stesso di non guardare la classifica. «Che l'attuale posizione in graduatoria sia drammatica è sotto gli occhi di tutti. E proprio per questo motivo è un dovere vivere alla giornata, cercando di recuperare nel più breve tempo possibile la fiducia. Solo così avremo qualche chance di evitare i playout e nel peggiore dei casi di giocarli successivamente al top della forma sia fisica che mentale»
Niente è perduto, il Don Bosco deve trpvare dentro di sé la forza per risalire la china e salvare il posto nella quarta serie del basket nazionale.
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