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GINEVRA CANCELLA LA CRISI

di VALERIO BERRUTI
GINEVRA CANCELLA LA CRISI

di VALERIO BERRUTI Certo, se qualcuno dovesse giudicare dal salone di Ginevra non potrebbe parlare di crisi dell’auto. Le rassegne internazionali sono infatti quasi sempre lo specchio della...

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di VALERIO BERRUTI

Certo, se qualcuno dovesse giudicare dal salone di Ginevra non potrebbe parlare di crisi dell’auto. Le rassegne internazionali sono infatti quasi sempre lo specchio della situazione del settore. Durante la grande crisi Usa del 2006-2009 gli show di Detroit andavano praticamente deserti. Oggi in Svizzera accade esattamente il contrario. Da tempo non si vedevano così tante anteprime (oltre 140) di modelli importanti. Dalle supercar alle grandi berline, dalle crossover alle supercar, nessuna casa si è negata nulla.

C’erano le auto da sogno come la nuova Ferrari, la berlinetta F12 più potente di sempre, ma anche la Lamborghini Aventador J, la più estrema della casa e il primo Suv extralusso della Bentley, naturalmente il più caro di tutti (ben oltre i 100 mila euro). Insomma, c’erano le auto più belle e costose ma anche quelle “possibili” che incidono sul mercato con i loro grandi numeri. Le più attese? Certo la Fiat 500L, la “Cinquecentona”, prima crossover a cinque porte del gruppo torinese, un ritorno al passato per guardare al futuro. Poi la Ford B-Max, monovolume compatto con le porte scorrevoli.

Ma soprattutto c’erano contemporaneamente, quasi si trattasse di prove tecniche di una sfida futura, le nuove generazioni della Mercedes Classe A e della Audi A3, modelli strategici per le due case tedesche che in Europa valgono per entrambe una bella fetta di mercato. Ma la lista sarebbe lunga. Il contrario di quanto si potrebbe immaginare durante una crisi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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