Sicurezza
Don Bosco traballa, Montecatini va
Quinta domenica senza sorrisi per i livornesi: l’arrivo di Da Prato sulla panchina non ha risolto i problemi della squadra
LIVORNO. Quinta domenica senza sorriso per il Don Bosco (sono addirittura quattro adesso i passi falsi consecutivi intervallati dal turno di risposo), che tra le mura amiche del PalaMacchia non è riuscito a stoppare l'avanzata del Montecatini S.C. 1949, nonostante l'avvento in panchina di Andrea Da Prato al posto di Riccardo Tedeschi.
Quintetto da corsa per l'ex timoniere di Empoli e Omegna (già responsabile dell'area tecnica donboschina, ndr), che inizialmente schiera Bernardi, Agostini e Piccini a sostegno di un reparto lunghi composto da Modica e Saponi.
Sull'altra sponda Angelucci si affida invece all'esperienza di Gabriele Niccolai, diamante di un roster cresciuto tantissimo dall’inizio della regular season, complice il recente ingaggio di Stanic: la classe dei vari Cei, Cavallaro (prodotto del settore giovanile della Mens Sana Siena, ndr) e Barraco, infatti, marchia un primo quarto concluso sul punteggio di 24-33 a favore di Montecatini.
Furia termale che il Don Bosco contiene al rientro dal mini intervallo per mezzo di una buonissima aggressività in difesa e di una serie di ottimi contropiedi innescati dal miglior Martini dell'anno (11 punti).
Pure Niccolai sfrutta le sue doti di sprinter, mentre dentro l'area pitturata Saponi si sbatte con grande efficacia. Peccato per qualche piccola ingenuità commessa nel finale di periodo, che Montecatini trasformerà in punti preziosi per andare al riposo lungo avanti di 12 lunghezze (41-53).
Nella ripresa il gioco si muove sugli stessi binari. In sostanza, il trend non cambia, alle pregevoli iniziative di Modica e compagni Montecatini risponde con le triple di Stanic e i jump del totem Tessitori.
Poi con il passare dei minuti il gap si dimezza e Livorno torna a contatto, riaprendo le sorti di un match nato sotto una cattiva stella (63-71 al 30').
Ma alla lunga, lo sforzo dir poco immane di rincorrere sempre e comunque si rivelerà insufficiente, con il 21enne Tommei killer di un Don Bosco che domenica migrerà in quel di San Giorgio per una sfida a dir poco fondamentale per la volata in vista della lotta per la salvezza.
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