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Canessa: due cuori, un attaccante

Canessa: due cuori, un attaccante

L’Aglianese lo ha cresciuto, ora è al Santabarbara, ieri ko in casa col San Miniato

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PISTOIA

Il cuore di Alessandro Canessa è diviso a metà: da una parte c'è la Santabarbara, di cui è cannoniere e uomo simbolo; dall'altra c'è l'Aglianese, la società in cui hanno militato il babbo, lo zio e di cui il nonno è stato presidente onorario. Aveva 16 anni quando i neroverdi, trascinati dalle giocate di Max Allegri, conquistavano la C2. Nella sua Agliana non si parlava che di pallone. L'orgoglio di far parte delle giovanili, in cui - tranne due stagioni alla Pistoiese - ha fatto tutta la trafila. Poi il distacco, la discesa agli inferi della società cara alla famiglia e l'inizio di una storia d'amore calcistico con l'altra squadra di Agliana. Una storia che dura ormai da cinque anni. "Alessandro è la nostra bandiera", dicono alla Santabarbara, un tempo squadra amatoriale del Paki Bar e oggi prima squadra della città. Bomber Canessa ha vissuto in giallorosso tutta la scalata trionfale, dalla Terza alla Prima Categoria. Ogni anno arrivano attaccanti con ottime credenziali, ma alla lunga il ventiseienne di casa risulta sempre decisivo: dopo un inizio stentato sono arrivati otto gol, tutti pesanti. "Sono sorpreso anch'io - scherza - anche se per carattere mi impegno sempre al massimo, per la squadra sono abituato a dare sempre tutto. E comunque - continua - solo uno come Messi inventa i gol dal

niente: lui è come se ogni volta tirasse fuori un coniglio dal cilindro, noi 'umani' abbiamo bisogno di qualcuno che il gol ti metta in condizioni di farlo".

Ieri, però, il gol non è arrivato. Anzi, la Santabarbara è crollata tra le mura amiche sotto i colpi del San Miniato Basso. A fare la differenza anche una rete di Flores Tapia, esotico attaccante arrivato a quota sette. La Rontese continua la sua corsa di testa e conferma di avere davvero un attacco di altra categoria: Battistoni, tiranno della classifica marcatori, lascia ancora una volta la sua unghiata (e sono 22) e il posto per la promozione diretta insomma sembra essere prenotato.

Giacomo Carobbi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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