Gioco
La gioia di Paulinho «Questa giornata la sognavo dal 2005»
Due gol per scacciare le paure: «Ora mi sento ripagato di tanti momenti negativi. La dedica è per i tifosi»
LIVORNO. Dopo quindici secondi l'Albinoleffe era già al tappeto. Stordita dal razzo venuto dal Brasile che in un amen aveva aggirato Offredi e depositato il pallone nel sacco sguarnito per uno dei gol più veloci della storia amaranto. Un altro quarto d'ora abbondante e Paulinho si è ripetuto segnando una rete in copia conferme alla precedente. 2-0 e tutti a casa. Paulo Sergio Betatin, però è timido e al momento di affrontare la stampa nel suo giorno più bello si defila.
Si apre in serata anche su suggerimento del suo agente-fratello maggiore Andrea Bagnoli. E il bimbo di Caxia do Soul esterna tutta la sua gioia: «Sono contentissimo di essere arrivato a dieci gol. Sono in doppia cifra!! E questo deve essere un punto di partenza. Non voglio fermarmi». Una doppietta d'oro zecchino. Sette gol nelle ultime nove giornate. Paulinho vola: «Sto bene. E questa fase mi ripaga di tanti momenti negativi vissuti con la maglia amaranto. Adesso sto realizzando i sogni che cullavo quando venni a Livorno nel 2005 ad appena diciannove anni». E allora avanti con la dedica di questi due gol: «Sono tutti per la mia famiglia e per i tifosi». Paulinho sorride a Bagnoli si illuminano gli occhi.
Felici anche gli altri amaranto. Luca Belingheri tiene stretta tra le mani una maglia dell'Albinoleffe: «È di Cristiano. Siamo stati compagni di squadra». Poi spiega perché zoppica leggermente: «Sono caduto male. Ho dolore sopra un gluteo. Spero passi. Ma al di là della botta sono felice per il successo. Adesso respiriamo anche se la strada per la salvezza è ancora lunga. Dobbiamo fare più punti prima che si può». Inevitabile parlare del cambio di modulo: «Sì, mi pare che stiamo andando bene con questo 4-3-1-2 che può essere letto anche come 4-3-2-1. La squadra ha il dovere di adattarsi a qualsiasi disegno tattico le venga richiesto dall'allenatore. Per 70' siamo stati molto bravi. Poi abbiamo rallentato anche perché siamo in parecchi ad essere diffidati per cui volevamo evitare provvedimenti disciplinari in vista delle prossime partite».
Quel contropiede gettato alle ortiche in due contro il portiere grida vendetta: «Purtroppo ho sbagliato. Capita».
L'altro protagonista di quella ripartenza fulminante che avrebbe meritato miglior sorte è Federico Dionisi che però il suo golletto lo ha realizzato: «Ci tenevo. Siamo a marzo ed ho eguagliato il numero di reti segnate l'anno scorso. La dedica ? E' per mio nonno Marino. Oggi avrebbe compiuto gli anni, ma è mancato qualche settimana fa». Il nuovo modulo assicura più rifornimenti alle punte: «Adesso c'è maggiore liberà di svariare sul fronte offensivo. Possiamo puntare l'uomo e aggredire la porta. Insomma. Ci divertiamo».
“Dio” affronta anche l'argomento spinoso della spaccatura tra i tifosi: «Chiaramente dal campo sentiamo tutto. Ma noi dobbiamo rimanere concentrati sulla partita».
L'ultimo a transitare è capitan Luci, finalmente sorridente: «Ci sarebbe piaciuto mantenere la porta immacolata. Peccato. Comunque sono felice, quando arriva un risultato negativo sono intrattabile e finisco per litigare con mia moglie. Questi tre punti portano anche serenità in famiglia». E giù una risata. Avanti così, capitano.
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