Gioco
Livorno, nati per soffrire Il motivo? Troppi gol subiti
Nelle prime otto partite del girone di ritorno raccolti appena 10 punti ( -2 rispetto all’andata) e la difesa è più vulnerabile. Il rischio è giocarsi la salvezza contro le big
LIVORNO
Andamento lento. Il Livorno targato Madonna pratica un calcio gradevole, specie in trasferta, e di sicuro è più propositivo che in passato. Eppure gli amaranto non riescono a piazzare l'allungo decisivo, quello in grado di allontanare definitivamente la zona pericolosa della classifica. Insomma, la strada che porta alla salvezza è ancora lunga e ce lo dicono anche le cifre.
L'analisi. Prendiamo in considerazione le prime otto giornate del girone di ritorno e confrontiamole con quelle dell'andata: ebbene, ci accorgiamo che il Livorno nella fase discendente, nello stesso segmento di stagione, ha racimolato due punti in meno. Speculare il cammino nelle prime due partite: successo con il Crotone a fine agosto allo 'Scida' e a gennaio all'Ardenza. Poi i pareggi con la Sampdoria. Il saldo diventa positivo alla terza giornata perché all'andata la Nocerina espugnò il nostro stadio, mentre al ritorno al 'San Francesco' fu parità: 2-2. Con il Varese il patatrac perché dopo il successo all'"Ossola" a settembre, i biancorossi hanno ricambiato la cortesia vincendo da noi: sconfitta sotto la neve nel posticipo di lunedì 31 gennaio in notturna. Bilancio finale: meno due punti perché nelle ultime quattro partite del ritorno il cammino del Livorno è stato identico a quello dell'andata: vittorie con la Juve Stabia, pareggi con il Vicenza, sconfitte con il Bari e segni X con l'Empoli.
Le cause. A tarpare le ali agli amaranto, purtroppo, sono i gol incassati. Nelle prime otto giornate di campionato la rete amaranto fu gonfiata solo cinque volte. Nelle prime otto partite di ritorno i dispiaceri sono stati più del doppio: dodici. In realtà sono aumentati anche i gol segnati (undici contro otto), ma questa è la fotografia dell'atteggiamento degli amaranto: più intraprendente, ma pure terribilmente distratto là dietro. Di nuovo, torniamo a parlare della necessità inderogabile di blindare la difesa se vogliamo tirarci fuori dalla zona pericolosa. Sabato arriva l'AlbinoLeffe, e i tre punti sono un imperativo categorico. Tra l’altro proprio quel giorno allo stadio dei seriani fu l’ultima volta che il Livorno riuscì a non subire gol (era il 9 ottobre 2011).
Il futuro. La situazione non è del tutto tranquilla, ma neanche drammatica. Ci sono squadre imbarazzanti (l'Empoli, giusto per citare l'ultima avversaria) che stanno peggio di noi. Tuttavia è bene mantenere alta la guardia anche perché di questo passo, oltre che negli scontri diretti (come minimo da non perdere), la truppa di Armando Madonna rischia di giocarsi una fetta di salvezza contro le big del campionato. Se vogliamo, di nuovo sezionare il campionato in cicli di poche partite, conviene ricordare che proprio nel finale di campionato i nostri dovranno affrontare in rapida successione il Torino, il Verona, il Sassuolo e il Brescia: tutte squadre che saranno impegnate nella corsa per la promozione o per i playoff. E, continuando il confronto con il girone d'andata, è opportuno ricordare che contro quelle avversarie gli amaranto hanno messo insieme una striscia di sconfitte che poi costò la panchina a Walter Novellino. In buona sostanza: sveglia ragazzi, stiamo scherzando con il fuoco anche se l'atteggiamento in campo è quello giusto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
