Sicurezza
Don Bosco, e ora sono otto finali
Tedeschi: «Brutto periodo, ma coraggio, attributi e fiducia possono rilanciarci»
LIVORNO
Avrebbe dovuto essere il giorno del riscatto, l'occasione ad hoc per rimettersi in carreggiata e allontanare la zona calda. E invece la domenica del Don Bosco si è trasformata in un autentico incubo: la sconfitta patita a Prato, infatti, ha compromesso e non poco la marcia salvezza, alla luce anche di un calendario tutt'altro che in discesa. Lo sa bene Riccardo Tedeschi, l'uomo che come Ranieri all'Inter dovrà studiare un piano per invertire la rotta in fretta e furia: «Stiamo attraversando un brutto periodo – ha ammesso – e non credo che dipenda solo dal fattore psicologico. L'aspetto tecnico-tattico recita sempre un ruolo chiave che, abbinato appunto alla serenità della squadra, permettere di vincere le partite. Nonostante ciò domenica l'atteggiamento dei ragazzi non mi è dispiaciuto, tanto che siamo riusciti a chiudere in vantaggio la prima frazione e a ricucire il gap nel finale».
Bene l'approccio, in attesa di un nuovo improvviso blackout: «I parziali sono all'ordine del minuto in una partita di basket, ma purtroppo è mancata la controreazione. E come se non bastasse gli episodi non sono mai girati a nostro favore, vedi la tripla annullata Bernardi allo scadere dei 24’’, un fallo antisportivo e tanti altri piccoli dettagli che, la storia insegna, scrivono la sceneggiatura di una singola sfida e spesso di una stagione».
A gennaio Tedeschi si è dovuto privare di Circosta, che sfruttando una clausola del contratto è migrato ad Anagni, in Divisione Nazionale A: «Gran giocatore Valerio, prezioso e decisivo. Ma Leonardo Mariani (proveniente da Napoli, ndr) non è certo da meno e partita dopo partita lo sta dimostrando».
Con 16 punti in palio da qui al termine della regular season lo spettro dei playout potrebbe alla resa dei conti trovare alloggio pure in via Allende: «Occorrerà giocare otto finali, non guardando la classifica, con la prima in programma proprio tra cinque giorni contro Montecatini, team che digerito un inizio a corrente alternata e adesso cova addirittura speranze playoff. La ricetta? Coraggio, attributi e fiducia nei propri mezzi. Solo così avremo possibilità di scalare nuovamente la graduatoria».
Andrea Masini
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