Sicurezza
Tifosi e società ormai è rottura
FIRENZE Al di là del successo, il rapporto tra tifosi e vertici societari è ormai logoro, per non dire quasi inesistente. Da una parte c’è la contestazione che si ripropone, dall’altra la società in...
FIRENZE
Al di là del successo, il rapporto tra tifosi e vertici societari è ormai logoro, per non dire quasi inesistente. Da una parte c’è la contestazione che si ripropone, dall’altra la società in difesa. Un rapporto che va avanti per inerzia e non lascia intravedere granché per il futuro. Le perplessità dei tifosi sono state riassunte dallo striscione esposto ieri: «Scusate se mi permetto, ma in marchigiano ’icche» vuol dire Progetto?». Chiaro il riferimento verso l’operato dei Della Valle, che secondo i tifosi non hanno rinforzato la squadra nel dopo Prandelli e non danno certezze sul futuro nonostante nei giorni scorsi Andrea Della Valle abbia detto di voler ricostruire al squadra su Jovetic e che il loro impegno per la società resterà.
Sulla sorpresa dell’esclusione dell’ex viola Mutu il tecnico del Cesena Beretta ha spiegato: «Mutu era reduce dagli impegni con la nazionale romena dove ha giocato quasi tutta la partita, l’ho visto stanco e fisicamente non era in grado di affrontare questa partita. Preferivo rimanesse a lavorare a casa perchè abbiamo due gare importanti mercoledì e domenica, portarlo qui significava farlo viaggiare e non farlo allenare».
Cesena ultimo con 16 punti e lontanissimo dal quartultimo posto, ma Beretta non molla. «Davvero se non credessi nella salvezza, me ne andrei. Anche oggi non si può dir nulla alla squadra, io sono arrivato da poco ma è tutto il campionato che la squadra gioca bene, poi un episodio, come quello di di Moras, penalizza una prestazione fatta con grande determinazione, oggi per larghi tratti il Cesena ha giocato meglio della Fiorentina.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google