Gioco
Il Viareggio piomba di nuovo nell’incubo
Il Pavia, concorrente diretto, passa ai Pini (3-1): sotto accusa la direzione arbitrale, ma la squadra ha sbagliato quasi tutto
VIAREGGIO
Una gara da incubo. Ed una sconfitta che rischia di lasciare il segno, perché maturata contro una diretta concorrente nella lotta per evitare l’ultimo posto (contro la quale il Viareggio è anche in svantaggio nel doppio confronto, per differenza reti) e proprio nella giornata in cui anche il Foligno ha incassato tre punti.
Sul ko ha indubbiamente pesato la pessima giornata della terna arbitrale, che nel primo tempo ha negato un rigore al Viareggio per una cintura in area di Meregalli ai danni di Cesarini, avvenuta sotto gli occhi del collaboratore Pancrazi, e che più volte ha invertito situazioni sempre a danno del Viareggio. Il fattore arbitraggio ha decisamente segnato la gara, ma non deve essere un alibi per Fiale e compagni che non sono stati attenti in occasione del primo e terzo gol pavese. E nonostante il doppio svantaggio portato negli spogliatoi al termine dei primi quarantacinque minuti, il Viareggio ha avuto anche la possibilità di poter rimettere in sesto la partita, grazie alla dabbenaggine del portiere Facchin. Il guardiano lombardo si è fatto espellere per aver colpito il medico sociale del Viareggio in una mischia creatasi per un fallaccio di un giocatore ospite su Lamorte (costretto a lasciare il campo).
Ma, nonostante l'uomo in più, il Viareggio non è riuscito a spaventare il Pavia, che si è difeso con ordine e che ha segnato il terzo gol con una iniziativa personale di Falco, autore di una doppietta, che praticamente ha fatto calare il sipario sulla contesa. Il gol di Zaza su punizione ha riacceso la fiammella della speranza in casa viareggina che si è spenta però poco meno di sessanta secondi dopo quando Tarantino ha fallito clamorosamente un gol che avrebbe potuto riaprire i giochi.
Una brutta giornata per le zebre che avevano illuso gli sportivi dopo lo straripante successo di Monza. Purtroppo la squadra sembra non avere un'anima e a questo fattore non è certo estraneo il continuo cambio di modulo al quale Fiale e compagni sono stati sottoposti: dal 3-4-3 di Maurizi al 4-4-2 di Bertolucci ed ora al 3-5-2 di Cuoghi. Moduli nei quali qualche giocatore è sempre apparso fuori ruolo.
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