Gioco
Gavorrano-Lamezia da cardiopalma
Quattro gol, tre rigori, cinque cartellini rossi: il pareggio dei calabresi arriva nel recupero come una vera beffa
GAVORRANO
Ci sono stati tre rigori in Gavorrano-Vigor Lamezia, quattro espulsioni (cinque, se contiamo anche quella del dg Filippo Vetrini dalla panchina) e a fine partita anche una piccola baruffa tra dirigenti. Ne è scorso di veleno nel 2-2 che ieri ha lasciato l'amaro in bocca ai rossoblù, visto il doppio vantaggio a 20' dalla fine. Peccato, perché nel mezzo c'è stato tanto bel calcio. Inevitabili le recriminazioni, ma il Gavorrano non può esimersi anche da rimpianti di natura tecnica. Ad esempio l'azione che ha portato al rigore del pareggio: un contropiede subito con l'uomo in più al 91'.
Che la partita non sarebbe stata avara di emozioni si è capito subito. Ci sono i due migliori attacchi del campionato a confronto e i 3 punti in palio pesano come macigni nei sogni di gloria delle due squadre ha intenzione di smettere. In vantaggio ci passa il Gavorrano su rigore con Fioretti, che sale a 24 gol in classifica cannonieri. Siamo al 18' e a quel punto la partita cala d'intensità, con i padroni che gestiscono il vantaggio e gli ospiti che provano a riorganizzarsi. Non fosse che poco dopo la mezzora spunta il primo cartellino rosso: Esposito dalla panchina protesta per un fallo subito da uno dei suoi e Strocchia di Nola senza pensarci su lo butta fuori. Le emozioni riprendono con i primi minuti della ripresa, quando il fischietto diventa protagonista, con due espulsioni nel giro di 120 secondi: prima Cane e poi Pulina. Due falli di gioco, forse irruenti, ma sicuramente, per le panchine, non da espulsione. E in mezzo alle proteste spunta Pucciarelli, che raddoppia ben servito da Nicoletti. Ma la gioia dura 7’, dato che su fallo di Miano in mischia arriva il primo rigore per la Vigor, trasformato da Mangiapane. Pochi minuti e arriva il turno (con il rosso) di Vetrini per proteste e poi per Marchetti. Callai (Buso è sempre fuori per squalifica) mette Nocciolini e nessun rinforzo a centrocampo e così, al 1' minuto di recupero, i rossoblù si fanno infilare con un contropiede che porterà all'ingenuità di Menichetti e al definitivo pareggio.Ai rossoblù restano la rabbia e i rimpianti: per fortuna loro il sesto posto è salvo, dato che il Chieti si è fermato a Melfi.
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