Il Tirreno

Livorno

Bertone, cent’anni vissuti sempre “fuoriserie”

di Daniele P. M. Pellegrini

Al salone di Ginevra l’anteprima della “Nuccio”, ecco come sarà il design che torna al futuro

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Si dice spesso che anche le automobili hanno un’anima, qualcuna almeno, e la Nuccio esposta a Ginevra per festeggiare i 100 anni della carrozzeria Bertone sicuramente ce l’ha. Nel ricordare un secolo di automobili “fuoriserie” questo prototipo si porta dentro lo spirito di un amore assoluto per l’auto speciale, estrema e innovativa, con il coraggio che ha sempre distinto l’attività di Nuccio Bertone, come designer e come imprenditore.

Non sono bastate due generazioni di Bertone, il padre Giovanni che fondò l’azienda nel 1912 e Nuccio mancato esattamente cinque anni fa, per esaurire la carica di creatività applicata prima alle carrozze e poi alle automobili di cui ha accompagnato l’evoluzione stilistica con vere e proprie pietre miliari del design. Dalla Giulietta Sprint alla Miura, dalla Stratos alla X1-9, la Bertone ha sempre rappresentato la carrozzeria italiana in alternativa a Pininfarina assieme al quale ha formato il dream team a cui su deve l’immagine vincente del design automobilistico italiano.

La carrozzeria Bertone può vantare anche un altro merito, quello di aver scoperto e in qualche modo “allevato” stilisti celebri come Franco Scaglione (che aveva disegnato la Giulietta Sprint), Marcello Gandini (Lamborghini Miura e Countach) e poi accompagnato l’avvio di carriera di Giorgetto Giugiaro (Alfa 2000 Coupé Sprint e Alfetta Gtv).

Con la Nuccio presentata a Ginevra l’attuale Carrozzeria Bertone tenta la missione impossibile di sintetizzare una storia lunga un secolo in una vettura simbolo di quello che reso celebre il marchio torinese, e lo fa prendendo spunto dalle realizzazioni più spettacolari del passato interpretate in chiave moderna. È nata così una supersportiva a motore centrale dalle linee tese e dalla architettura inusuale, che richiama il celeberrimo prototipo Stratos Zero del 1970, con il parabrezza allineato al frontale a cuneo e l’abitacolo alto poco più di un metro e 20. Secondo le tradizioni del marchio non si tratta di una semplice proposta di design ma del progetto di una vettura vera, realizzata partendo da telaio e meccanica esistenti. Nel caso della Nuccio la base è quella della Ferrari 430, con telaio in alluminio e il potente V8 da 483 cavalli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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