Gioco
«Ci siamo chiusi negli ultimi 20’: ecco l’errore fatale»
Madonna mastica amaro per una vittoria che ormai era in pugno. Il nuovo modulo 4-3-1-2 ha funzionato, però...
EMPOLI
Sul gol di Dumitru si è appoggiato con la testa alla panchina, disperato.
Braccia larghe, come a dire "ancora?". Già, mister, "ancora". Il solito gollettino maledetto come avviene da 20 giornate a questa parte. «Eppure stavolta dietro siamo andati bene - commenta Armando Madonna - e sinceramente non ho niente da obiettare ai miei giocatori, tranne forse un paio di episodi nel primo tempo nel quale ci siamo fatti prendere in velocità».
Sì, ma sul gol chi ha perso Dumitru? Madonna svicola: «Non lo so, non credo sia molto importante, è stato un episodio». Non ci crediamo. Impossibile che un allenatore non conosca le marcature. Così il mistero lo svela lo stesso Dumitru poco dopo: «Mi marcava Sini, sono riuscito a anticiparlo». Giusto riportarlo, non per gettare la croce addosso a Sini (che aveva giocato bene) ma per chiarezza.
Troppo chiusi. Si torna alla partita con Madonna: «Il mio rimpianto resta per gli ultimi 20-25 minuti, quando dovevamo ripartire meglio. L'Empoli giocava con Tavano, Maccarone e Dumitru, sinceramente il fatto che avesse tre punte non mi preoccupava, anzi, per certi versi ero anche felice perché così avevamo più spazi per ripartite. Invece ci siamo appiattiti dietro, col pericolo che succedesse qualcosa. E infatti è successo...
Ma perché il cambio di Luci? "Io non l'avrei certo tolto. Purtroppo nelle ultime ore Luci era stato poco bene e non ce la faceva più. Anche Belingheri è dovuto uscire perchè non stava bene, aveva i crampi. I cambi sono stati forzati. Io avrei messo Bigazzi perché la sua velocità era l'arma perfetta per mettere in crisi l'Empoli in contropiede. Purtroppo non ho potuto fare quel cambio».
Il centrocampo a tre ha funzionato, almeno nella fase difensiva. «Esatto, concordo al 100%, ha funzionato bene ma nella fase difensiva. L'esatto contrario di ciò che mi immaginavo. Durante la sosta ho lavorato su questo sistema di gioco, il 4-3-1-2, cercando di dare una maggiore personalità alla squadra in fase offensiva. Invece Paulinho e Dionisi sono stati supportati poche volte, mentre il trio Filkor-Luci-Belingheri era stato bravo ad alzare un muro protettivo davanti alla difesa. Credo che sia un sistema di gioco da usare di nuovo anche in futuro, o comunque una possibilità in più».
Rabbia Aglietti. Fin qui Madonna. Ma il più infuriato di tutti a fine partita era Alfredo Aglietti. «È stata la prima espulsione della mia carriera, meglio che parli poco. La direzione dell'arbitro è stata poco felice sotto tutti i punti di vista, e non dico altro, sennò...».
A dir la verità non ci sembra che Nasca abbia commesso errori clamorosi (il rigore su Maccarone non c'era), casomai ci sarebbe da rivedere mille volte quel fuorigioco fischiato a Dionisi al 90' mentre si involava verso la porta. Ma lasciamo stare. «Sono orgoglioso del mio Empoli. Quel gol in apertura avrebbe messo al tappeto anche un toro, invece noi siamo subito ripartiti cercando il pareggio, credendoci senza mai mollare. La partita l’abbiamo fatta noi, il pareggio è strameritato, il Livorno nel secondo tempo non ha fatto quasi niente». E su quest’ultimo punto, purtroppo, è difficile dargli torto.
Alessandro Bernini
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