Gioco
C’eravamo (forse) amati Dionisi ritrova il suo Ciccio
Un difficile feeling tattico con Tavano, ma “Dio” si è sempre adeguato Adesso c’è maggiore intesa con Paulinho e i tifosi si affidano ai loro gol
LIVORNO
Oggi si ritroveranno l'uno di fronte all'altro per pochi istanti: giusto il tempo della stretta di mano di rito prima del fischio d'inizio. Poi saranno lontani almeno ottanta metri: Ciccio Tavano agirà nei pressi dell'area di rigore amaranto. Federico Dionisi dalla parte opposta. Quella tra i due attaccanti più attesi del derby è la storia di un amore tiepido. Forse mai sbocciato completamente. Niente di personale, ma pura questione di incompatibilità tattica.
Ci sembra di vederli, Ciccio e Chico, quando giocavano insieme nel Livorno. Indolente, quasi indisponente il primo. Statico, soggetto a lunghissime pause nell'arco della singola partita. Defilato (preferibilmente) sulla sinistra, ma pronto a tagliare al centro per piantare la freccia al curaro nel costato delle difese avversarie. Perché il talento del bomber casertano è fuori discussione.
E Federico? Sempre lì a sbattersi. A fare la guerra con i difensori. Apri pista per vocazione (la sua generosità è proverbiale) e per necessità. Già, perché Tavano il taciturno, mica ricambiava la cortesia. Aspettava il momento propizio per colpire, mentre Dionisi rincorreva anche il rumore del treno. Nessuna accusa. Ciccio è così. Prendere o lasciare. Di gol ne ha sempre segnati e sempre (magari speriamo non oggi) ne segnerà. Ma il suo atteggiamento spesso ha portato Chico a sfiancarsi, e fatalmente a perdere lucidità sotto porta. Adesso, quella è una storia finita. Tavano è tornato nel suo habitat naturale, quello empolese, e Dionisi ha un nuovo compagno di reparto: Paulihno. E la qualità della vita del bomber di Rieti è cambiata.
Già, perché il brasiliano quanto a voglia e atteggiamento pugnace non gli è certo inferiore. Anzi. Il 'bimbo' di Caxia do Soul, nonostante una stazza non da pivot, può pure giocare prima punta e lui, sì creare gli spazi che possono essere aggrediti da 'Dio' che infatti a febbraio ha già segnato quasi quanto in tutta la scorsa stagione. Ecco quindi che il duello Tavano-Dionisi diventa un triangolo con l'inserimento di Paulinho, un altro attaccante che, esattamente come Ciccio, si è dovuto prendere sulle spalle, suo malgrado l'eredità del dopo Protti. In questo senso Tavano ha fallito. La decisione di prendere la maglia numero dieci che era stata di re Igor non fu felice e l'effetto boomerang, devastante.
Adesso ci sta provando Paulo Sergio Betanin. Non un fenomeno come il Signore delle Reti, ma una punta dal talento cristallino, un ragazzo perbene. Proprio come Dionisi. Proprio come piace alla gente di Livorno che oggi aspetta un regalo dal 'Castellani' firmato Paolo e Chico, senza rimpianti per Tavano.
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