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Il derby al cianuro di Pillon «Io cacciato, ma dopo?»

di Fabrizio Pucci
Il derby al cianuro di Pillon «Io cacciato, ma dopo?»

Esonerato sia dal Livorno che dall’Empoli, ora si toglie i sassolini dalle scarpe E sulla partita annuncia il pareggio: «È un risultato che va bene a entrambe»

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All'orizzonte c'è il derby e per Bepi Pillon non sarà un sabato come tutti gli altri. Già, perché amaranto e azzurri sono le ultime due squadre allenate dal baffo più famoso di Preganziol. Due esperienze sfortunate, chiuse entrambe con l'esonero.

Bepi, partiamo dall'attualità. Che partita ti aspetti?

«Difficile per entrambe le squadre. L'Empoli non può permettersi di fare passi falsi. Al Livorno servono punti per conquistare una posizione di classifica più tranquilla. Chi è favorito? Di sicuro gli amaranto in trasferta si esprimono meglio e poi la classifica parla chiaro: Livorno 30 punti, Empoli 24».

Nella gara di andata c'eri anche tu: eri al debutto sulla panchina dell'Empoli. Che ricordi hai di quella sera?

«Il Livorno attaccò molto. A noi mancavano dieci giocatori tra infortuni e squalifiche, ma forse alla fine le occasioni migliori furono nostre. Fu una buona partita e conquistammo un punto pesante. Come esordio con l'Empoli non fu affatto negativo. Anzi".

Adesso chi si ferma è perduto…

«Di sicuro chi perde va in sofferenza. Alla fine un pareggio potrebbe andare bene ad entrambe.

Ti aspettavi un anno di sofferenza per le due squadre?

«L'Empoli è partito male perché nella prima parte della stagione ha dovuto fare i conti con tutta una serie di contrattempi che gli hanno impedito di schierare molti titolari per lungo tempo. Dal Livorno mi aspettavo qualcosa in più anche se non credo che gli amaranto avranno problemi a salvarsi. Conosco il gruppo che è composto da bravi ragazzi che hanno molta voglia di fare. Comunque questa stagione di transizione rivaluta anche il mio lavoro dell'anno scorso».

C'è una vena polemica nelle tue parole?

«Non è nel mio stile. Mi limito a dire che a Livorno, nonostante i 35 punti conquistati nel girone d'andata mi sentivo sempre precario, in bilico, sotto esame. E alla prima serie negativa sono saltato. Il rammarico è ancora vivo anche perché sono convinto che se a gennaio fossero arrivati un paio di giocatori e fossero stati ceduti quelli che volevano cambiare aria, avremmo centrato i playoff».

A Empoli non è andata molto meglio..

«No, ma qui il discorso è diverso. Non è mai scattata la fiducia reciproca tra me e società. Con la squadra, invece c'era un gran rapporto. Mi dispiace essere stato esonerato per aver perso in casa col Verona dopo aver conquistato sette punti nelle tre partite precedenti. Insomma: si è trattato di un'esperienza molto amara».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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