Gioco
Don Bosco brutto stop in casa contro Varese
LIVORNO Sconfitta sanguinosa per il Don Bosco, che tra le mura amiche del PalaMacchia non riesce a cogliere l'opportunità di compiere un significativo passo in avanti verso la salvezza, complice una...
LIVORNO
Sconfitta sanguinosa per il Don Bosco, che tra le mura amiche del PalaMacchia non riesce a cogliere l'opportunità di compiere un significativo passo in avanti verso la salvezza, complice una partenza tutta di marca Abc Utensili Varese, squadra forse non bellissima sotto l'aspetto tecnico, ma estremamente concreta e determinata.
Tedeschi, infatti, è costretto a spendere il primo timeout con largo anticipo, scuotendo per fortuna la verve realizzativa di Luca Bernardi e Alberto Saponi, asse sul quale si basa la maggior parte delle letture livornesi (15-19 al 10').
Con il passare dei minuti, però, Varese trova la quadratura del cerchio, grazie soprattutto all'apporto di Martino Rovera, ottimamente coadiuvato da Matteucci e dall'ex Sassari, Nobile.
Di contro la manovra labronica appare troppo macchinosa, in attesa dei sei punti consecutivi di Francesco Modica che ricuciono, seppur parzialmente, uno strappo già importante (27-41 all'intervallo lungo).
Stessa musica alla ripresa del gioco, con gli uomini di Piazza che toccano addirittura il massimo vantaggio (46-78) giustiziando una belva ferita e capace di offendere solo con iniziative personali. Davvero troppo poco per pensare di poterla fare franca, di puntare concretamente all’obbiettivo salvezza, o a chiudere la stagione in maniera dignitosa cercando di fare fino in fondo il proprio dovere.
Piove sul bagnato al momento del fallo tecnico chiamato a Modica, segno tangibile di una domenica da dimenticare in fretta e furia. Perché a tali condizioni, tecniche e caratteriali (vedi il successivo antisportivo a Modica e l'espulsione di Niccolai), evitare la bagarre playout potrebbe rivelarsi davvero un'impresa titanica.
L'obbiettivo, adesso, è tornare a muovere la classifica quanto prima per non perdere contatto con le zone centrali, magari ritrovando lucidità e consapevolezza dei propri mezzi.
Pensiamo, onestamente, che la squadra di Tedeschi abbia la forza mentale e i numeri per riuscirci ma bisognerà voltare pagina alla svelta e soprattutto fare un sereno esame di coscienza. Una cosa è certa: di questo passo non si va da nessuna parte e non giova a nessuno giocare in questo modo. Soprattutto in seguito bisognerà continuare a lavorare bene durante la settimana e in gara controllare meglio i nervi. Niente è ancora compromesso, basta crederci, appunto.
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