Il Tirreno

Livorno

Che impresa Livorno Piombino fermata da cuore e difesa

di Francesco Parducci

Un derby-batticuore, saltano tutti i pronostici della vigilia La Libertas pesca dal carattere e dalla sua baby-panchina

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LIVORNO

Vittoria del cuore, se mai ce n'è stata una. La Libertas orfana di tre pezzi del quintetto base respinge un Piombino lanciatissimo, in striscia positiva da sei turni consecutivi. Invece il bello del basket è che le partite cominciamo tutte zero a zero e che vanno giocate fino in fondo. Succede allora che Livorno parte senza rassegnazione grazie a Maffei e Bianchi e nel primo quarto tocca già vantaggio in doppia cifra (16-6 al 7'40"). Magnani rimette un po' le cose a posto per gli ospiti ma bisogna attendere fino oltre la metà del secondo periodo per vedere la Solbat affacciarsi al comando (23-24 al 6'30") però la Libertas non si scuce e si va all'intervallo lungo in perfetta parità, 29-29. Il terzo quarto è, contraddittoriamente, un inno all'errore ma anche al coraggio e alla volontà di andarci oltre, a quegli errori. La Libertas segna 6 punti in tutto, quattro nel primo minuto e due nell'ultimo: di solito, stando a secco per nove lunghissimi minuti, si prende un'imbarcata di venti e si aspetta la fine. Invece i resti a disposizione di Pardini non mollano: resistono all'8-0 firmato Magnani e Biancani (34-37) e quando comincia l'ultimo tempino la partita è ancora incredibilmente in piedi (35-39). La logica sembra prendere il sopravvento dopo la tripla di Cecchetti (37-43) ma ora comincia una specie di film: Tommaso Giusti, figlio d'arte, fin lì 14 punti in tutta la stagione più triste della sua ancor giovane carriera, ne segna 8 di fila per il sorpasso di Livorno (45-43) e si porta dietro tutti, a crederci, compagni di squadra e scarso pubblico presente. L'ultimo vantaggio di Piombino è firmato dalla tripla di Calò (pessimo prima e dopo di questa) e scrive il 45-46 a metà tempo, si perdono per falli prima Venditti e poi Canigiani e in campo per Livorno vanno anche i bambini, vedi Lenti che è grande e grosso e nazionale di categoria ma è un '96 . Sembra Fort Alamo e si potrebbe sbizzarrirsi in aggettivi e retorica invece è tutto vero: 52-46 a 2' dalla fine nonostante Artioli e Bianchi abbiano lasciato in due 5 punti sulla linea della carità da dove Magnani non sbaglia dopo un'ingenuità di Lorenzi, 52-49. Ma di là Maffei esplode la tripla finora più importante della stagione e è 55-49, poi Giusti e Lorenzi piantano i chiodi. Storie di basket, storie belle.

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