Toscana
Borgo, tre punti-salvezza contro il Lecco
Basta un gol di Rocchi per mettere in ginocchio il Lecco, in una gara non bella ma piena di cartellini e di tensione
BORGO A BUGGIANO
Di quelle conquistate finora, quella col Lecco non è la vittoria più bella del Borgo sotto il profilo del gioco, ma è senza dubbio quella più importante. Perché adesso la salvezza per la giovane pattuglia di Aldo Firicano, è una cosa tangibile. Poco importa se per ottenere questi tre punti pesanti come il piombo, è stato necessario rinviare qualche pallone in tribuna o perdere tempo oltre il dovuto.
Di contro il Lecco, dai limiti tecnici visibili a un cieco, se occupa l’ultimo posto una ragione deve esserci. Nemmeno il super-offensivo 4-3-3, voluto da mister Modica, divenuto nel finale un 4-2-4, ha dato gli effetti sperati contro il 4-3-1-2 degli azzurri .
Già dai primi minuti si vede che il Borgo è in palla, trascinato da quel fuoriclasse di Grassi, a cui la categoria sta come una taglia 42 a un lottatore di sumo. E’ lui a servire Gucci che dosa bene la forza e non la misura.
A seguire, impegna al quarto d’ora il portiere ospite con uno dei suoi pezzi migliori del repertorio: la punizione dal limite. Il Lecco sta a guardare e sul finire del tempo viene punito dall’invenzione di Grassi che riprende una palla dalla “spazzatura” e da posizione impossibile, stretto da due giocatori, rimette dal fondo, un cross per la testa di Settepassi. Il difensore, a sua volta, imbecca Crociani che di sinistro indirizza al sette . La spizzata di testa di Rocchi fa il resto.
Alla ripresa delle ostilità, sarebbe naturale attendersi la reazione dei lombardi che invece rischiano il tracollo. Il Borgo nel giro di pochi secondi, non finalizza per ben due volte, un contropiede messo in atto da Grassi e Rocchi.
Non passa una manciata di minuti che prima Gucci e quindi Corsi si divorano nella stessa azione, due clamorose opportunità.
Allora alla squadra di Firicano viene il braccino del tennista. Non riuscendo a chiudere il match, Di Giusto e compagni arretrano il baricentro, concedendo campo agli avversari, che però, a parte qualche traversone dalla trequarti, non impensieriscono Grandi. Dopo un recupero chilometrico e otto ammonizioni (molte ingiustificate) l’arbitro dà il triplice fischio.
Roberto Grazzini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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