Il Tirreno

Livorno

Paulinho batte Tavano Ora ha convinto tutti

di Fabrizio Pucci
Paulinho batte Tavano Ora ha convinto tutti

Ha già segnato 8 gol in campionato, mentre Ciccio un anno fa era a quota 7 Contratto fino al 2016 e tanti estimatori. Il procuratore: «Farà ancora meglio»

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO

Ha dovuto sudare e lottare contro quella che sembrava una maledizione amaranto. Ma poi alla fine Paulinho ce l’ha fatto. Il brasiliano di Caxia so Soul, arrivato poco più che ragazzino sette anni fa, sta finalmente dimostrando tutto il suo valore. E lo sta facendo a modo suo: a suon di gol.

Alti e bassi. Nella stagione di Paulo Sergio Betanin c’è la summa della sua vicenda umana e calcistica a Livorno. Sette anni fa i tifosi lo accolsero come un piccolo principe per via delle sue credenziali. La prima prestigiosa: la maglia da titolare nella nazionale under 20 verde ora. La seconda, ancora più importante per chi ha il sangue amaranto nelle vene: l’investitura da parte di Igor Protti che in lui vide un suo possibile erede per somiglianza fisica e tecnico tattica. Poi però alle promesse non fecero seguito i fatti a la gente di Livorno gli appiccicò l’etichetta di grande bluff. Fino a che il ragazzino venuto dal Brasile è diventato uomo. E’ accaduto nelle ultime due stagioni a Sorrento. Quaranta gol o giù di lì nella tonnara della Prima Divisione e il ritorno alla casa madre.

Sotto l’ala di Monzon. Già. Livorno. Solo il nome della nostra città riproponeva a Paulinho antiche angustie. Walter Novellino lo conobbe in estate a Bra.

Un allenamento e Monzon disse: «Ragazzi, questo è un giocatore». E lo buttò nella mischia nell’amichevole di Savona dove ‘Paolo’ sbaglia un rigore e sibila al mister: «E’ la maledizione di Livorno”. Una bella doppietta al debutto ardenzino in Coppa Italia con il Siracusa. Poi l’oblio. Pali, traverse, un rigore sbagliato. Ma di gol neanche l’ombra. Fino al 5 novembre. Doppietta la Pescara e tutti a casa. Il ‘bimbo’ si ripete sette giorni dopo a Cittadella. Poi c’è il crollo verticale della squadra e anche lui soffre. Viene addirittura affrontato a muso duro dai tifosi. Incredibile. Proprio lui che non aveva mai lesinato quanto ad impegno.

Paulinho-Tavano 8-7. Il 2012 è l’anno della rinascita. Gioca sette partite da titolare e segna cinque reti con cui tocca quota otto. Un anno fa di questi tempi un bomber celebrato (sebbene non amato dalla piazza) come Ciccio Tavano era fermo a sette sigilli e chiuse la stagione a dieci: sfiduciato, svogliato e indisponente. L’esatto contrario di Paulinho che per questa maglia si sbatte senza risparmiarsi. Il brasiliano ha la possibilità di arrivare almeno a 15 gol e insieme a Dionisi (già a segno nove volte) forma una coppia di attaccanti in grado di spostare gli equilibri in serie B. Insomma il brutto anatroccolo è diventato splendido cigno.

Il futuro. Andrea Bagnoli, procuratore di Paulinho, si lecca i baffi: «Le prestazioni di Paulinho sono sempre state buone, ma quando una punta segna poco è chiaro che il giudizio diventa negativo. Però avete visto? E’ in grado di segnare in qualsiasi modo: di potenza, di precisione, di testa, di piede e su rigore. E’ un giocatore completo e sono felice che anche i livornesi possano apprezzarlo. Ha segnato otto reti con un rigore sbagliato, pali e traverse. Altrimenti sarebbe a tredici neanche troppo lontano da Immobile che gioca in una squadra iperoffensiva come il Pescara di Zeman. Il domani? Paulinho ha un contratto con il Livorno fino al 2016. Deve fare meglio che può per mettersi in mostra. Poi si vedrà».

Ma di certo su questo ragazzo hanno messo gli occhi diversi club. Non a caso nelle ultime ore di mercato ci aveva provato anche il Pescara a ingaggiarlo in prestito oneroso con diritto di riscatto già fissato a 2,5 milioni a giugno.

Programmi congelati. Non solo il futuro di Paulinho è un’ipotesi. Al momento la società è concentrata sulla conclusione di questa stagione che deve portarci alla salvezza.

Il resto è tutto da valutare anche perché il presidente Spinelli ha manifestato la volontà di andare avanti fino al 30 giugno dopo di che farà il punto della situazione soprattutto in relazione alla presenza o meno di possibili acquirenti. Insomma, per il momento tutto tace in materia, per esempio, di rinnovo dei contratti.

La ripresa. Intanto oggi la squadra torna ad allenarsi. C’è da smaltire la cocente delusione della sconfitta interna con il Bari, ma soprattutto da iniziare la lunga marcia di avvicinamento alla trasferta verità di Empoli.

Gli azzurri, che hanno richiamato in panchina Alfredo Aglietti, hanno subito colto un punto pesante sul campo del Padova e non stenderanno tappeti rossi. Servirà una prestazione gagliarda e priva delle solite amnesie: altrimenti ci sarà da soffrire fino a maggio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web