Il Tirreno

Livorno

Roma-Juve, chi festeggia il Carnevale?

di Eva Bertolacci

Viareggio: oggi alle 15 (RaiSport 1) la finalissima del torneo fra i campioni d’Italia Primavera e la Vecchia Signora

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VIAREGGIO

Il torneo di Viareggio è arrivato all’atto conclusivo. Oggi alle 15 allo stadio dei Pini Roma-Juventus (arbitro Bergonzi di Genova, diretta su RaiSport 1) stabilirà chi alla fine alzerà la coppa dell’evento giovanile più importante al mondo. Addetti ai lavori e vip in questo periodo sono di casa in Versilia: sabato, per esempio, a seguire la semifinale tra i bianconeri e il Parma c’era il tecnico dell’Under 21 Ciro Ferrara, presente per controllare dal vivo i talentuosi giovani che fra qualche anno potrebbero indossare la maglia della sua Nazionale.

Ferrara non aveva dato subito per scontata la vittoria dei bianconeri, che ricordiamo hanno conquistato la finale grazie ad una rete messa a segno da Spinazzola a cinque minuti dalla fine. «Partita dura per i bianconeri, visto il cammino del Parma che si è rivelata la sorpresa del torneo, capace di eliminare il Milan e l’Inter».

Sul livello tecnico messo in campo dalle squadre partecipanti alla Viareggio Cup Ferrara è stato piuttosto evasivo: «Ho poco titolo per parlarne perché non ho visto molte partite, però devo dire che le squadre arrivate in semifinale (Juventus, Parma, Fiorentina e Roma) hanno meritato ampiamente di arrivarci. Ovviamente conosco meglio la Juventus che ha un ottimo organico e degli esterni offensivi di livello che hanno offerto un bel gioco».

Cercando di scucire un nome promettente tra i tanti futuribili campioni presenti al torneo, quello che viene fuori milita proprio nella Juve, un ambiente che lui conosce molto bene. «Libertazzi – sottolinea Ciro Ferrara – è un giovane che finora mi ha ben impressionato, sta dando ottime prove, ma è tutto il lavoro del tecnico Marco Baroni ad essere eccellente. Infatti sta dando i suoi frutti».

La Coppa Carnevale è un crocevia importante. «Beh, io non l’ho mai vinto, anzi credo di non aver mai passato la fase a gironi quando vi ho partecipato, però qualche soddisfazione in carriera me la sono tolta – aggiunge sorridendo – comunque non credo sia così: può succedere che chi vince questo torneo poi non riesca a sfondare e magari chi non lo vince ci riesce. Ci sono molti fattori in gioco: i ragazzi bisogna farli crescere senza esercitare troppe pressioni, senza il continuo assillo del risultato che nel campionato italiano purtroppo è una costante».

Cosa pensa il coach dell’Under 21 azzurra dell’elevato numero di giocatori stranieri presenti nelle varie squadre di questo torneo? «In effetti sono tanti, e tutti di ottimo livello. Guardando la lista della semifinale ad esempio la Juve aveva sei titolari stranieri e due in panchina, mentre il Parma due in campo e sei in panchina. Per noi sarebbe senz’altro meglio che ci fossero più giocatori italiani», conclude con un sorriso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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