Gioco
Pelli Santa Croce precipita e ora è il fanalino di coda
PADOVA Precipita il Pelli Santa Croce. D'accordo, la trasferta di San Paolo Padova si presentava in salita e non sono questi gli scontri diretti per cercare un disperatissimo tentativo di agganciare...
PADOVA
Precipita il Pelli Santa Croce. D'accordo, la trasferta di San Paolo Padova si presentava in salita e non sono questi gli scontri diretti per cercare un disperatissimo tentativo di agganciare la zona playout. Ma la sconfitta, la numero venti del campionato, è stata inappellabile. Ed ora il Pelli Santa Croce è anche fanalino di coda del girone, sorpassato dalla Sestese.
Non è servito, almeno per ora, l’esordio in panchina di Claudio Cecchini al posto di Polverino. Troppo netto il divario tra le due squadre e in casa la formazione padovana è un rullo compressore: quarta vittoria consecutiva (la settima in undicigare), ennesimo rilancio in chiave play-off da parte del San Paolo che regola senza apparente difficoltà un Pelli e con i tre punti che mancano da ben 17 gare. Una gara segnata sin dalle prime battute, con Lucchini che al 4’ s’incunea tra le maglie della distratta difesa toscana depositando placidamente la sfera in fondo al sacco con un morbido pallonetto.
La reazione ospite è sterile, i veneti amministrano e poco dopo la mezzora trovano il raddoppio ancora con Lucchini, a segno dopo una bella sponda aerea di Volpato.
La gara fila via senza troppi sussulti, con il San Paolo che spreca più di una chance per triplicare le marcature fino a che Michelotto, ad un quarto d’ora dalla fine, non centra il bersaglio con un rasoterra dal limite. Un paio di minuti dopo Lucchini si porta a casa il pallone firmando la tripletta personale, quindi in pieno recupero De Rosa dal dischetto rende meno amaro il ko per la formazione santacrocese.
Un cammino sempre più difficile per non dire impossibile. I tre pareggi consecutivi contro Scandicci, Este e Vecomp Verona avevano fatto sperare in un'inversione di tendenza. Adesso la gara di domenica contro il Forcoli diventa un'ultima spiaggia per tenere accesa la fiammelladel terz'ultimo posto che oggi appare lontanissimo.
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