Il Tirreno

Livorno

Il grido del capitano «Tifosi aiutateci e noi ci salveremo»

di Fabrizio Pucci
Il grido del capitano «Tifosi aiutateci e noi ci salveremo»

Andrea Luci non ha ancora digerito il ko («Che errori...») ma per il futuro punta a occhi chiusi sul Livorno

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La pasta del capitano. Andrea Luci non si tira mai indietro. Non lo fa sul campo dove spreme fino all'ultima stilla d'energie. Non si sogna di farlo neanche quando c'è da rendere conto di un altro flop casalingo. Sì perché il motorino di Piombino è uno che tiene alla maglia e ci mette la faccia. Sempre. Così anche dopo la sconfitta, la settima casalinga di questa triste stagione, parla e lo fa con il cuore in mano.

Andrea, che cosa sta succedendo?

«Siamo scoraggiati. E' chiaro che abbiamo giocato l'ultima partita al di sotto del nostro standard di rendimento. Purtroppo ci capita spesso. Anche se certe situazioni non dovrebbero mai verificarsi».

La sconfitta con il Bari è stata particolarmente dolorosa.

«Sì. Non eravamo neanche partiti male. Ma poi abbiamo commesso alcuni errori che abbiamo pagato a caro prezzo. Non siamo stati all'altezza. Questo fa male».

Non vogliamo gettare la croce addosso alla difesa, però subiamo un gol ad allacciata di scarpe ininterrottamente da ottobre...

«E' vero. Ma non è un problema di difesa intesa come singolo reparto. Abbiamo sbagliato qualcosa nella fase difensiva. Si è trattato di due distrazioni collettive. Di squadra. Eppure eravamo posizionati bene. Poi sai, quando vai sotto di due gol dopo un quarto d'ora la partita si fa molto difficile. Poi loro si sono chiusi e noi abbiamo perso quel pizzico di lucidità che ci avrebbe consentito di rientrare a pieno titolo in partita».

Per come si stanno mettendo le cose sei preoccupato? Per fortuna chi sta dietro non corre.

»Preoccupato no, però è bene sottolineare un aspetto».

Quale?

«Può sembrare scontato dirlo adesso, ma deve essere chiaro una volta per tutte che l'obiettivo di questa stagione è solo ed esclusivamente la salvezza. Dobbiamo lottare fino all'ultimo per salvare la categoria».

Sì, i risultati e la classifica dicono questo e pare che anche la tifoseria abbia capito.

«Certo. Con il Bari non è stata una bella partita. Eppure la gente ci ha sostenuto dal primo all'ultimo minuto. E il gruppo ha sentito l'incitamento che proveniva dagli spalti. Non possiamo che ringraziarli. Hanno capito che stiamo facendo il massimo. Apprezzano il nostro impegno. Poi è chiaro che chi paga il biglietto ha pure tutto il diritto di fischiarci, ma averli sentiti al nostro fianco nel momento di difficoltà ci motiva a fare meglio".

Da capitano che cosa ti senti di dire ai tifosi?

«Spero che questo feeling continui. Siamo una squadra giovane con tutti i pregi e i difetti dovuti all'inesperienza. Però scendere in campo con un il dodicesimo uomo, può risultare determinate. Questo è un momento delicato in cui è fondamentale che restiamo tutti uniti».

Spesso la squadra pecca quanto a personalità. Forse manca un leader?

«Non è questo il problema. Semmai, ripeto, il gruppo è giovane e per questo il nostro rendimento è soggetto ad alti e bassi».

Due partite casalinghe, un solo punto. La situazione non è allegra.

«Sì. Ma la salvezza può arrivare tranquillamente perché la squadra c’è».

Ora c'è la sosta. Sarà utile?

«Penso di sì. Abbiamo due settimane di tempo per capire gli errori che abbiamo commesso con il Bari e sono convinto che andremo ad Empoli con lo spirito giusto, perché quello è uno scontro diretto per la salvezza che non possiamo fallire».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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