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Livorno

Madonna sorprende tutti «Scusate, ho sbagliato io»

di Fabrizio Pucci
Madonna sorprende tutti «Scusate, ho sbagliato io»

Il retroscena tattico dei due gol incassati: «Avevo chiesto a Luci e Morosini di stare alti per pressare, invece è rimasta troppo scoperta la difesa»

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C'era una volta uno stadio che incuteva timore a chiunque osasse avvicinarsi. Che fosse l'ultima della squadre di paese, o una big di fama mondiale, appena il pullman imboccava Piazzale Montello, chi era a bordo intuiva che sarebbe stata una giornata difficile. Oggi quello stadio-fortino non c'è più. E' terra di conquista per quasi tutti. A fine partita, quella della settima sconfitta interna stagionale, Armando Madonna è mortificato: «Il primo tempo - argomenta - non mi è piaciuto affatto. Siamo incappati in un black out che non è accettabile».

E come spieghi la sindrome 'da Ardenza'?

«Le cause sono due. Una è di natura tattica, l'altra psicologica».

La poca serenità è evidente, ma vuoi dire che è stato sbagliato anche altro?

«Certo, mi assumo la responsabilità delle mie scelte che alla luce dei fatti non hanno pagato. Me la sono voluta giocare fin dall'inizio con due mediani molto alti per andare a prendere il Bari nella sua metà campo. Purtroppo i miei piani sono stati scompaginati perché in questo modo ho lasciato eccessivamente scoperti i quattro della difesa. E la qualità degli attaccanti biancorossi, veloci e abilissimi nel giocare palla a terra, ci ha fatto molto male».

Torniamo a parlare dell'aspetto mentale della faccenda..

«Purtroppo in casa i ragazzi sono come bloccati. Hanno paura a giocare e finiscono per sbagliare anche ciò che durante gli allenamenti settimanali viene eseguito con facilità. Dobbiamo lavorare molto su questo aspetto, perché subito dopo l'1-0 i miei giocatori erano scoraggiati. Serve un pizzico di personalità in più».

E poi è stata confermata l'infausta tradizione del gol subìto. La striscia negativa si allunga...

«Sì. Anche questo è un aspetto poco confortante. Eppure in settimana ci lavoriamo con la massima dedizione. Evidentemente non è sufficiente. Dovremo essere ancora più puntigliosi».

Nel finale la squadra è parsa sulle gambe. Non un gran segnale.

«Sì, ma la spiegazione c'è. Questi ragazzi quando giocano in casa bruciano moltissime energie nervose e negli ultimi minuti erano in sofferenza. E' chiaro che una situazione negativa ne genera un'altra».

Proviamo a guardare il bicchiere mezzo pieno?

«In effetti non tutto è da buttare via di questa partita. Se nel primo tempo siamo andati male, altrettanto non posso dire della ripresa. Abbiamo smesso di soffrire e abbiamo attaccato con continuità anche se non siamo stati lucidi. Ci abbiamo messo intensità, ma non è servito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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