Gioco
Chiudete quella porta Ora la difesa va blindata
La squadra amaranto subisce almeno un gol da 18 partite consecutive, l’ultima gara senza reti incassate risale addirittura al 9 ottobre 2011
LIVORNO
LIVORNO. Non subìre gol. Ecco il mantra di Armando Madonna. Non subìre gol, perché quel maledetto vizio che aveva fatto precipitare il Livorno in piena zona retrocessione, adesso ne sta ritardando il ritorno nel centro classifica. Non subìre gol. Se potesse, l'uomo di Alzano, lo scriverebbe sui muri dello spogliatoio. Mantenere la rete amaranto immacolata perché quello è un evento che non si verifica dal lontanissimo 9 ottobre, giorno della vendemmia (4-0) in casa dell'Albinoleffe. Da allora, per diciotto turni consecutivi, a fine partita abbiamo dovuto commentare una distrazione difensiva pagata a caro prezzo o la prodezza di un attaccante avversario.
Serie negativa. In principio fu Fabio Ceravolo della Reggina. L'attaccante calabrese il 15 ottobre infilzò la prima spada nel costato amaranto. Dopo di lui contro il Livorno hanno vissuto una giornata da ricordare attaccanti di razza come Sansone del Sassuolo e Pozzi della Sampdoria, ma pure operai del pallone come Eros Schiavon del Cittadella. 24 reti incassate in 18 partite, media che sfiora il gol e mezzo al passivo ogni settimana. Male. Decisamente male.
Mistero. Difficile stilare una diagnosi certa per spiegare questo malessere anche perché al capezzale del Livorno da ottobre ad oggi si sono alternati in molti: due allenatori e numerosi difensori. Già, perché Madonna non ha migliorato il trend di Novellino e qualche pezzo da novanta, Perticone e Miglionico, nel frattempo sono stati ceduti. Il reparto è stato ritoccato con l'arrivo di Simone Sini, atteso alla riprova questo pomeriggio.
Possibili cause. La scorsa settimana prima di Livorno-Vicenza Armando Madonna parlò dei cali di attenzione come unità di misura delle capacità dei difensori. L'errore è dietro l'angolo. Per tutti. I big, però in proporzione ne commettono meno ed emergono. Come dargli torto? Nel Livorno può esserci anche un'altra causa: l'assenza di un difensore dotato di grande velocità di base. Perticone aveva queste caratteristiche, ma adesso è nel Modena. Infine, è sempre opportuno parlare di fase difensiva. Se dietro c'è qualche spiffero significa che qualche scricchiolìo arriva anche dagli altri reparti. Al di là di tutto, però, d'ora in poi bisogna abbassare il più possibile il margine d'errore.
Bicchiere mezzo pieno. Se la difesa è perforabile, per fortuna e per merito di questo gruppo di ragazzi, l'attacco ha ripreso a funzionare. Da quando c'è Madonna in panchina (sette giornate) il Livorno ha sempre segnato e soprattutto in sei occasioni ha rimontato l'iniziale risultato di svantaggio. Insomma. Il carattere c'è. I gol nei piedi ci sono. Se si chiude la valvola della concentrazione in difesa, il futuro non può fare paura.
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