Il Tirreno

Livorno

«Altro che lavandai, noi i soldi li avevamo»

di Fabrizio Pucci
«Altro che lavandai, noi i soldi li avevamo»

Esposito replica stizzito alle parole di Spinelli: «Non ha più richiamato, non ha mai risposto alla nostra offerta. Ora prenderemo un altro club di B»

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LIVORNO

Le dichiarazioni rilasciate da Spinelli dopo Livorno-Vicenza hanno lasciato il segno. E non poteva essere altrimenti. Il presidente ha chiuso la porta a potenziali acquirenti, almeno fino a giugno. E ha detto basta agli intermediari. Insomma. Il Livorno da domenica è tornato saldamente nelle sue mani, sempre che sia mai stato realmente intenzionato a mollare la presa. Soprattutto quelle due parole, «chiacchieroni e lavandai» non sono affatto passate inosservate a chi aveva messo gli occhi addosso alla società amaranto.

La replica. A chiedere la parola è Antonio Esposito, il patron del Marino Calcio che usa toni garbati per esprimere concetti pesanti come macigni. Non è stizzito, ma vuole mettere i puntini sulle i: «Noi siamo persone vere e serie - dice - come serio era il nostro progetto. Altro che chiacchiere. Avevamo idee chiare e soldi da mettere sul tavolo di una trattativa che nei fatti, però, non è mai decollata e non per causa nostra. Con il presidente Spinelli ci siamo arenati dopo i primi approcci a cui ha fatto seguito il nulla». Parole asciutte che non lasciano trasparire acrimonia nei confronti della controparte.

Antonio Esposito poi entra nel dettaglio della questione: «Non abbiamo più sentito nessun dirigente del Livorno. Eppure eravamo rimasti d'accordo che ci avrebbero dovuto richiamare loro. E invece non c'è stato alcun contatto». Adesso, attraverso la cornetta è possibile captare un filo di disappunto: «Eravamo animati dalle migliori intenzioni. Noi portavamo i soldi, mica potevamo pure pregare i dirigenti del Livorno per fissare un appuntamento o stabilire un contatto. Una volta data la nostra disponibilità la palla era nella loro metà campo. E' evidente che non c'era tutto questo interesse a cedere la società».

Proposta d'acquisto. Partita sospesa, o meglio chiusa, per campo impraticabile insomma. Esposito sorride amaro: «Sì - conferma - noi avevamo pronta un'offerta per comprare il Livorno Ma purtroppo non abbiamo mai preso completa visione del bilancio della società e neanche sappiamo quale fosse la reale richiesta da parte della proprietà. In una parola ignoriamo pure se la nostra offerta fosse inferiore, pari, o superiore alle attese dei dirigenti amaranto».

I margini di manovra, a queste condizioni sono evidentemente pari a zero: «E' così - dice Esposito - e infatti, seppur a malincuore abbandoniamo la pista Livorno. Adesso ci stiamo orientando, anzi, ci siamo già orientati verso altre società di piazze importanti. Di quale categoria? Sempre di serie B. In C conto di andarci sul campo o tramite ripescaggio con il Marino. Ma come dichiarai al vostro giornale nei giorni scorsi, il campionato cadetto è quello che si sposa meglio con la nostra filosofia di fare calcio». Impossibile estorcergli i nomi di queste due società anche se gli indizi portano a Bari e Vicenza.

La squadra. Intanto, a prescindere dalle controverse vicende societarie, il gruppo continua la preparazione in vista della partita interna con il Bari. Armando Madonna ha sottoposto la truppa a quello che egli stesso definisce 'l'allenamento lungo', preferito al classico 'doppio' del martedì.

Amaranto in campo per tre ore filate dalle undici alle due del pomeriggio. Il tecnico di Alzano ha improntato il lavoro sulla tattica. E' ormai sulla via del recupero Dario Knezevic. Se il ritorno del muro croato è probabile, quello di Simone Sini (che domenica ha scontato la squalifica) è sicuro. La difesa, quindi, sul piano numerico non sarà più in sofferenza e Madonna non sarà costretto a schierare giocatori fuori ruolo.

Che multa! Puntuali come ogni martedì ieri sono arrivate le decisioni del giudice sportivo che non ha lesinato strali nei confronti del Livorno. Se la squalifica di Bigazzi per un turno era certa, visto che il ragazzo di Cecina, era in diffida e domenica era stato ammonito, ha fatto specie l'ammenda di 15mila euro comminata alla società. Curiosa anche la motivazione: un pezzo di legno lanciato dai tifosi ha colpito a un polpaccio un guardalinee. Dopo il giallo rimediato domenica è entrato in diffida anche Luci a cui è stata pure recapitata una multa di mille euro in quanto capitano.

Grazie spalatori. Il Livorno Calcio con un comunicato ha ringraziato i dipendenti e gli operai del comune che sabato e domenica hanno lavorato per liberare il campo dello stadio dalla neve e hanno messo in sicurezza accessi, gradoni e spalti rendendo così perfettamente agibile l'Ardenza per la partita Livorno-Vicenza . Il Livorno ringrazia inoltre gli amici Federico Silvestri, Piero Betti, Andrea Filippi, Mario Silvestri, Andrea Salani e Marco Del Greco che hanno contribuito alla sistemazione del "Picchi"

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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