La protesta
Madonna stavolta fa il filosofo
«Coperta corta: potevamo vincere, ma abbiamo anche rischiato di perdere»
LIVORNO
Mezzogiorno e mezzo di gelo. Il fuoco ce l'ha messo Dionisi con quel destro che ha incenerito Frison che ha salvato il Livorno. Armando Madonna analizza con la sua proverbiale lucidità: «Questa partita è la classica coperta corta: potevamo vincere, ma abbiamo rischiato di perdere. La partenza è stata ottima. Poi siamo andati un po' in difficoltà nella seconda parte del primo tempo quando loro pressavano alti e ci costringevano a giocare palle alte, ma poi siamo stati sempre padroni della situazione.I miei ragazzi ha creato spesso i presupposti per far gol, ma non abbiamo realizzato». Già. E come spesso accade, chi sbaglia paga: «Purtroppo abbiamo subito gol per l'ennesima volta. Non siamo stati fortunati perché Pinardi è stato liberato da un rimpallo. E' vero che gli altri ci segnano sempre, ma da quando sono arrivato siamo andati in gol in tutte le partite».
E' inevitabile parlare di Morosini. Con i suoi recuperi e le sue ripartenze ha riportato in quota il Livorno: «Piermario è subito entrato in partita. Ha fatto bene. Al momento non ha ancora i novanta minuti nelle gambe». Nel finale abbiamo visto il tridente. Madonna gela i facili entusiami di chi vorrebbe vedere un Livorno a trazione anteriore. Il 4-4-2 è conferrmato: «Andiamo avanti così. Però devo dire che oltre alle due punte avevamo due esterni di corsa e qualità come Bigazzi e Siligardi. Bernacci è molto utile perché è un'altra soluzione per l'attacco. Nel finale c'era Dionisi largo e sinistra, Marco punta centrale e Paulinho subito dietro».
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