Il Tirreno

Livorno

Il fuoco di Dionisi in mezzo al gelo

di Alessandro Bernini
Il fuoco di Dionisi in mezzo al gelo

Pareggio in rimonta contro il Vicenza, decisivi Morosini e il cambio di modulo nel finale

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LIVORNO

Fa freddo in casa. E meno male che Dionisi ha acceso un po’ il riscaldamento perché senno c’era davvero da restare gelati. Ormai vincere al Picchi è impresa titanica, consoliamoci dunque con questo punticino (in rimonta, tanto per cambiare) che almeno smuove la classifica e non vanifica lo splendido colpo di sette giorni prima a Castellammare di Stabia.

Botta e risposta. E’ successo tutto nel secondo tempo. Il vantaggio del Vicenza al 5’ con un rasoterra di Pinardi dal limite, il pareggio di Dionisi al 31’ con un bellissimo destro a incrociare che ha battuto Frison. Di contorno tanto possesso di palla del Livorno che però stavolta è stato poco incisivo sotto porta, e il non gioco del Vicenza che in compenso ha anche colpito una traversa al 14’ del primo tempo con un siluro di Tonucci da 25 metri.

Insomma, una partita non esaltante perché al Livorno è mancata continuità nella propulsione, il tutto nonostante il Vicenza venisse da un periodo disastroso: 1 punto nelle ultime 5 partite, e domenica scorsa il tonfo clamoroso in casa (1-4) contro il Cittadella. Ecco perché alla fine nessuno era poi così dispiaciuto: il Livorno ha preso il punto in rimonta, il Vicenza ha fermato la crisi (e Cagni ha salvato la panchina).

Il tabù-Picchi. Resta purtroppo il fatto che il Livorno continua a raccogliere le briciole nel proprio stadio, in quella che un tempo era la fosse dei leoni.

Pensate, al Picchi il Livorno ha un ruolino di marcia di 3 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte, il che significa che su un totale di 39 punti disponibili ne sono stati conquistati la miseria di 13. Alla base c’è un mix tra problemi tattici e caratteriali (non sempre in passato c’è stato l’approccio giusto), anche se con Madonna il Livorno sembra comunque più propositivo.

Gol subiti e rimonte. C’è poi questa maledizione del gol subito. Adesso sono 18 le partite consecutivi nelle quali la porta del Livorno è stata battuta, ed è un bel macigno iniziare la partita sapendo che tanto prima o poi un gol lo prendi.

Il reparto difensivo è stato indebolito al mercato di gennaio, in più ieri mancava Knezevic. Nonostante tutto, i quattro in linea di ieri non hanno affatto demeritato: Bernardini e Lambrughi come centrali sono stati puliti, Salviato ha fatto il suo, Meola non è affatto dispiaciuto nonostante giocasse sulla corsia sinistra (lui che è un destro).

Da segnalare anche che nelle 7 partite della gestione-Madonna, il Livorno è sempre andato (prima o poi) sotto nel punteggio. Quella di ieri è la sesta rimonta che si concretizza.

Cambio di modulo. Tornando al match contro il Vicenza, va segnalata l’interessante idea di Madonna nel finale di partita. Col Livorno sotto di un gol, ha richiamato in panchina Bigazzi e messo dentro Bernacci. In sostanza si è passati dal 4-4-2 al 4-2-3-1, con Bernacci pivot centrale, dietro Dionisi e Siligardi al lati e Paulinho centrale quasi come un trequartista. Mossa vincente, che ha dato brio al Livorno.

Bravo Morosini. Nei momenti di difficoltà, devi sempre aggrapparti a un amico. Un amico come “Chicco” Dionisi che anche ieri ha segnato un gol pesante e splendido nell’esecuzione. Positivo Paulinho che non ha segnato ma si è sbattuto ed ha aiutato molto la squadra, in crescita Siligardi che sta dimostrando colpi davvero interessanti.

Ma una parola speciale la riserviamo a Piermario Morosini, uno che da anni è nella trattative di mercato non concretizzate del Livorno. Ieri è entrato al 21’ della ripresa mostrando forza fisica, testa alta, piedi buoni. Un debutto che ha davvero impressionato. Se Morosini è questo, allora abbiamo trovato la spalla ideale per Luci.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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