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Atletica Livorno, una festa in bianco e verde

Atletica Livorno, una festa in bianco e verde

Premiati atleti e tecnici per l’attività svolta nel 2011 e anche le bandiere che sventolano da sempre

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LIVORNO

Il Centro Congressi delle Corallaie ha ospitato il tradizionale appuntamento promosso dalla società Atletica Livorno allo scopo di assegnare a tutti i suoi tesserati, indistintamente, al di là dei meriti acquisiti sul campo, un riconoscimento per avere contribuito ai successi conseguiti nel 2011, un’annata indimenticabile e per certi versi irripetibile. Anche se riuscire a sfornare un’altra volta nell’anno appena cominciato quel ventaglio prezioso di risultati avrebbe il sapore di un’autentica impresa.

Una gran bella festa per una società sportiva sulla breccia ormai da oltre sessant’anni, caratterizzata da un clima prettamente familiare dove traspaiono chiaramente entusiasmo, senso di appartenenza e orgoglio di indossare quei colori in bianco verde.

E’ stato il presidente Marco Marsi a portare il suo saluto a tutti gli intervenuti per poi ricordare i risultati raggiunti nella passata stagione agonistica e finire con un ringraziamento particolare rivolto agli atleti, ai tecnici e ai dirigenti.

Nel corso del suo intervento aveva sottolineato la presenza del Fiduciario Provinciale del GGG Sergio Raminghi, del Presidente Provinciale della Fidal Antonio Caprai, dello staff medico composto dal dottor Alessandro Bechere e dal fisioterapista Eugenio Persico, degli appassionati dirigenti del GP Arcobaleno di Collesalvetti con i quali è stato stipulato un accordo di collaborazione; senza dimenticarsi del presidente del Coni provinciale Gino Calderini impossibilitato a intervenire, il quale, negli anni Settanta, prima di intraprendere una carriera da apprezzato calciatore, vestì la maglia dell’Atletica Livorno.

Il microfono è poi passato nelle mani del prof. Bruno Gabbi il quale ha chiamato uno a uno tutti i protagonisti riservando a ognuno di essi una citazione del tutto particolare.

Applausi a non finire per tutti, anche sei maggiori sono andati a Irene Antola, Joao Bussotti Neves, Lorenzo e Samuele Dini, Andrea Lemmi, Elisa Magni, Francesco Neri, Claudio Caprai e così via.

Ma il clou della serata doveva ancora arrivare con la chiamata al tavolo delle premiazioni di coloro i quali, cinquant’anni fa indossarono per la prima volta la maglietta bianca a strisce trasversali in verde (tipo nazionale Usa), a quei tempi la pista del Campo Scuola era ancora in terra rossa e i velocisti dovevano dotarsi prima della partenza di un martello per fissare i blocchi, i più accreditati potevano disporre di quello personale, e così abbiamo avuto il piacere di ritrovare oltre ai mezzofondisti: Duccio Arrighi, Maurizio Motroni, Folco Galeazzi, con i quali abbiamo ricordato epiche trasferte, i vari Sirio Sommani, Roberto Equi, Giuseppe Deidda, tutti con qualche capello bianco in più, ma ben felici del tempo che fu.

Per i dieci anni di attività è stato chiamato un commosso Enzo Pantani, appassionato presidente dell’Atletica Uisp Agostini, mentre per i venti anni di appartenenza la “nomination” è toccata al medico sociale Alessandro Bechere. Il traguardo dei trent’anni invece è stato attribuito a Cristina Sanfilippo che per necessità si è ripresentata anche in pedana e al fisioterapista Eugenio Persico, sempre alle prese con chi deve essere rimesso in sesto.

Ma c’è chi ha toccato quota quaranta anni e non ha nessuna intenzione di mollare come Paolo Angioni, allenatore della squadra femminile mezzofondo, Riccardo Ceccarini allenatore dei lanciatori (fra cui un certo Nicola Vizzoni), Umberto Cini ancora sulla breccia come atleta marciatore, Paolo Falleni tecnico ostacoli, Saverio Marconi allenatore del mezzofondo maschile e Giuseppe Pecorini, responsabile del settore giovanile.

Menzione speciale al prof. Renato Carnevali e al direttore sportivo Fabio Canaccini; quest’ultimo ha concluso richiamando l’attenzione dei presenti su Bruno Gabbi, settanta anni compiuti da pochi giorni, definito la storia vivente dell’Atletica Livorno. A conclusione tutti a cena durante la quale si sono esibiti, loro malgrado, i più giovani in un intrattenimento definiamolo goliardico.

Luciano della Bella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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