Gioco
«Livorno, occhio al Vicenza Ti irretisce con il pressing»
Intervista a Luca Pellegrini, ex libero della Sampdoria ai tempi di Vialli e Mancini ed esperto del campionato. «Paulinho e Dionisi sono una coppia perfetta»
LIVORNO
Ventuno anni fa Luca Pellegrini era il fulcro della difesa della Sampdoria tricolore di Vialli, Mancini e Vaujadin Boskov. Oggi l'ex libero blucerchiato è un valente opinionista televisivo designato per commentare Livorno-Vicenza sul canale digitale terrestre di Mediaset. Ci affidiamo alla sua sapienza per capire quali sono le insidie della partita con i biancorossi.
Luca il Livorno in ripresa, ma mai abbassare la guardia, vero?
«Certo. La concentrazione deve essere sempre massima. La squadra sta attraversando un momento positivo. Credo che Madonna abbia toccato i tasti giusti, quello dell'orgoglio e dell'amor proprio, dopo un segmento di stagione negativo. Armando ha conferito equilibrio e compattezza che dopo un periodo privo di risultati vengono meno. Inoltre ha recuperato giocatori importanti come Piccolo e Siligardi. Due esterni molto forti e che stanno facendo molto bene. Peccato per l'infortunio occorso a Piccolo a Nocera Inferiore: era in un momenti di forma strepitoso».
Adesso c'è da infrangere il tabù delle partite casalinghe
«Sì, anche se la sconfitta con il Varese secondo me non fa testo. E' stato un vero e proprio scivolone su una lastra di ghiaccio».
Tra l'altro si è pure sbloccato Paulinho...
«Sì, il brasiliano è un ottimo attaccante. E' esplosivo. Nel breve può far male ai difensori. Ed è molto forte anche di testa nonostante non sia altissimo. Per molte partite ha peccato di lucidità sotto porta. Adesso però è molto più concreto e fa coppia con Dionisi».
Però sul piano fisico le due punte amaranto sono molto simili
«Quello non conta. Anche Vialli e Mancini ai miei tempi avevano analoghe caratteristiche fisiche. Ma ci fecero vincere il campionato. Dionisi è molto utile a Paulinho perché svaria molto in orizzontale crea spazi per il brasiliano oltre a favorire gli inserimenti dei centrocampisti».
Quindi non è necessario presentare un centravanti puro più una seconda punta?
«No. Anzi. Guai a farlo con il Vicenza».
Perché?
«Nel calcio moderno è bene non dare punti di riferimento. Se giochi con un centroboa, per i difensori avversari la vita è agevolata. Figuriamoci poi con il Vicenza che ha difensori forti fisicamente, ma statici come il polacco Augustyn, Bastrini e Martinelli».
Messa così il Livorno ha le carte in regola per vincere senza soffrire...
«Non esageriamo. Sarà una partita durissima. Il Vicenza, come nella tradizione delle squadre di Gigi Cagni, è molto organizzato e ha un organico interessante. L'ho visto giocare in casa del Toro e assicuro che ha messo in difficoltà i granata. Lo stesso è successo con il Pescara. Domenica scorsa ha perso male al 'Menti' con il Cittadella ed è stato contestato. Adesso ha voglia di riscatto. Per questo verrà all'Ardenza ancora più motivato e la qualità del Vicenza è che è molto abile nel pressing alto sul portatore di palla».
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