Il Tirreno

Livorno

Quelli dell’Armando Picchi, 37 anni dopo...

di Gianni Tacchi
Quelli dell’Armando Picchi, 37 anni dopo...

La rimpatriata dei “ragazzi” nati tra il 1955 e il 1957 che dominarono lungo tutta la penisola

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LIVORNO

Inizio anni '70: il Livorno scivola in serie C, la società sprofonda nei debiti e conosce il primo fallimento della sua storia. È un periodo buio per il pallone amaranto, salvato in extremis dall'imprenditore petrolifero Corasco Martelli. Eppure all'epoca il calcio dilettantistico labronico viaggia in direzione ostinata e contraria: in città spunta infatti l'Armando Picchi, società che in pochi anni raggiunge il tetto nazionale delle categorie Allievi e Juniores. Tutto grazie a un gruppo che oggi è dentro la storia del nostro football.

La storia. Nel 1971 Leo ed Enzo Picchi, rispettivamente fratello e cugino di Armando, rilevano il G.S. Don Bosco e fondano l'Armando Picchi, società ambiziosa intitolata al capitano della Grande Inter. L'esperto allenatore Armando Ghio accetta la sfida e trascina la sua squadra - una rosa di ragazzi nati tra il 1955 e il 1957 - dal settore giovanile dell'S.V.S. alla nuova realtà del territorio: mossa vincente, perché arriva subito il trionfo nel campionato Allievi provinciali e la logica qualificazione per il torneo regionale. Ma la svolta è datata 1973/1974: con Mario Bertini e Franco Carpiti in panchina, gli Allievi amaranto si confermano un'altra volta a livello regionale, per poi salire incredibilmente sul trono nazionale grazie a una super fase finale a Perugia. La rosa si rinnova parzialmente in estate e tenta l'avventura nel campionato Juniores regionali. Così ecco un altro successo in Toscana ed il conseguente viaggio ad Arco, in provincia di Trento, per il classico epilogo tra le migliori realtà italiane: il Picchi non sbaglia un colpo e aggiunge un'altra coppa al favoloso palmares dei primi anni '70. E poi? Quasi tutti in prima squadra, tranne alcuni elementi in giro per l'Italia: Di Fraia a Verona, Felloni a Terni, Grossi nel Livorno e Tinucci a Perugia. Ma sempre con il Picchi nel cuore.

Cena amarcord. Quarant'anni dopo il primo successo, quel gruppo si è ritrovato per ripercorrere insieme la felice adolescenza passata in maglia amaranto. Così giocatori, allenatori e dirigenti si sono dati appuntamento venerdì scorso per una serata speciale ed emozionante. La cena è stata l'occasione giusta per ricordare Mario Bertini a quasi un anno dalla sua scomparsa, il tecnico che riuscì a trasformare la macchina di Ghio in una magnifica fuoriserie. «Bertini è stato fondamentale per tutti noi - racconta Fabio Cintoi, tra i protagonisti delle varie conquiste del Picchi - un personaggio capace di farci crescere sia come uomini che come calciatori. Ma Ghio è stato altrettanto importante, avendo dato il via a una meravigliosa serie di trionfi».

La foto. Nella foto che vedete sopra in maglia nerazzurra, sono gli allora ragazzi della stagion 1974/1975. In piedi da sinistra: All. Franco Carpiti, Belich, Bibbioni, Cardi, Lischi, Lumini, Del Corona, All. Mario Bertini. Accosciati da sinistra: Cintoi, La Russa, Campanile, Gioli, Demi, Stasi.

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