Gioco
La mia sfida impossibile contro il mostro Djokovic
Emozioni e retroscena nel racconto del tennista che si allena in Banditella E dopo gli Australian Open, punta ai tornei di Dubai e di Miami
LIVORNO
Lo incontriamo al termine dell'allenamento del lunedì sera in Banditella. Sorridente e disponibile come sempre. «A Melbourne faceva leggermente più caldo..." esordisce Paolo Lorenzi. Con lui tracciamo un primo bilancio di questo inizio 2012.
Iniziamo proprio dagli Australian Open. Sei partito diversi giorni prima pensando di giocare le qualificazioni...
«Esatto, sono partito per Melbourne che ero addirittura sei posti fuori dal tabellone principale. Aspettavo in maniera serena l'inizio delle qualificazioni. La classica giornata tipo di allenamento basata su due sedute di tennis e due di atletica. Ho avuto modo in quei giorni di allenarmi con diversi giocatori forti. Tra questi Gulbis che tra l'altro durante "l'amichevole" ha spaccato in due la racchetta. Aveva talmente tante persone dietro che il suo fisioterapista è passato dalla mia parte a passarmi le palline. Una scena divertente.
Poi invece cosa e' successo?
«Il martedì mattina ero " due fuori". Mi sono alzato per andare ad allenarmi verso le otto quando ho trovato l' e-mail dell'ATP dove c'era scritto che si erano cancellati sia Robredo che Devvarman e così ho avuto la fortuna di entrare nel tabellone principale. Fortuna che nel giro di 48 ore mi ha voltato le spalle.
Quando hai saputo che il tuo avversario era Djokovic? Cosa hai pensato in quel momento?
«Il giovedì è uscito il tabellone. E tutti a guardarmi in maniera strana perché giocavo col numero uno del mondo. All'inizio ero abbastanza nervoso poi dopo ho pensato: vediamo di fare la miglior partita possibile, se a Roma sono riuscito a mettere in crisi Nadal magari qui riuscirò a impensierire Nole».
Emozioni prima, sensazioni durante, stato d'animo dopo il match.
«Sin dal giorno prima dell'incontro ho ricevuto grandi attenzioni dai media di tutto il mondo. Tutti a cercarmi perché dovevo affrontare Djokovic. La televisione australiana mi ha fatto addirittura una lunga intervista davanti a una pizza. Un'ora prima del match ero molto teso, durante non ho avuto particolare emozione anche se giocare di fronte a tutta quella gente fa di certo un bellissimo effetto. La prima ora di gioco sono rimasto molto soddisfatto di come stavo in campo. Poi causa il caldo e soprattutto il livello altissimo di Novak ho avuto un calo. Alla fine ero comunque felice. Sia di come mi ero espresso sia di aver giocato nella mitica "Rod Laver Arena" contro quello che si è poi confermato ancora una volta il più forte di tutti.
Cosa vi siete detti alla fine negli spogliatoi?
Ci siamo salutati normalmente. Io gli ho fatto un grande in bocca al lupo per il torneo e credo di avergli portato fortuna».
Il giorno dopo sei volato in Colombia dove hai raggiunto una ottima semifinale.
«Dopo 38 ore di volo sono arrivato in Colombia, è stato un viaggio tranquillo - dice ridendo - ;è stato un ottimo torneo. Ho vinto contro Elias e Navarro molto facilmente, poi nei quarti al terzo set contro l'ostico Maximo Gonzalez. Dopo quasi tre ore ho perso in semi contro il rumeno Ungur. La soddisfazione comunque che il giorno dopo lui non poteva camminare per la finale segno che la partita era stata di altissimo livello».
Poi Vina del mar, Cile, primo Atp 250 della stagione.
«Sì, ho perso contro il portoghese Gil al terzo set. Un ottimo giocatore che aveva raggiunto il terzo turno agli Australian Open. Ero molto stanco perché ero arrivato tardi dalla Colombia. I viaggi sono molto lunghi e complicati. Anche se ormai ci sono abituato»
Adesso due settimane tra Livorno e Tirrenia. Su cosa baserete con Galoppini e Giovannini questa sessione di allenamento?
«Dal punto di vista tecnico lavoreremo con Claudio sul servizio che è stato il colpo che mi ha creato qualche problema durante questa trasferta, mentre con Stefano lavoreremo sulla reattività per cercare di arrivare in forma ai Master 1000 di Indian Wells e Miami».
Che saranno i tuoi prossimi appuntamenti...
«Inizierò con l' ATP 500 di Dubai, poi volerò in California per il 1000, prima di Miami ci sarà Guadalajara. Dopo mi fermerò cinque settimane in Colombia per 3 challenger e un po' di allenamento in altura.Poi tornerò qua ad allenarmi così faremo con voi anche il punto della situazione.
Per chiudere un pronostico sulla Davis: venerdì si gioca Repubblica Ceca -Italia. E’ dura...
«Molto dura. Dipende molto da come starà Seppi. Se Andreas riuscirà a fare il miracolo di portare uno o due punti qualche possibilità c'e'...».
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