Il Tirreno

Livorno

Panamera, ammiraglia e sportiva

di Daniele Pellegrini

Debutta il modello Gts. Dalla potenza alla guida ecco tutti i segreti della nuova Porsche

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Per quasi tutti una berlina come la Porsche Panamera è abbastanza sportiva per distinguersi dal resto del panorama delle ammiraglie, però a qualcuno non basta e, alla faccia delle quattro porte, un’auto con il cavallino di Stoccarda deve essere anche a prova di circuito e di guida assolutamente estrema come da tradizione Porsche.

I responsabili del celebre marchio se ne sono resi conto da tempo, almeno da quando hanno introdotto con successo la versione Gts della Cayenne, quasi una contraddizione in termini per una grossa Suv che tuttavia ha i suoi convinti sostenitori, in particolare nei mercati mediorientali.

Quindi l’arrivo di un’ulteriore versione nella gamma Panamera (esattamente la nona) fa parte di una strategia ben precisa per soddisfare senza compromessi tutte le possibili sfaccettature di una clientela appassionata quanto esigente.

La formula Gts è apparentemente semplice: più potenza, più sportività, più gusto nella guida veloce; applicarla a una sportiva già molto sofisticata di suo come la Panamera è però operazione delicata che richiede esperienza e alta ingegneria.

Trenta cavalli in più (430 contro i 400 della 4S che è servita come base di sviluppo), 10 millimetri di altezza da terra in meno e carreggiata posteriore allargata di altri 10, sono i dati salienti delle modifiche alla meccanica, alle quali si aggiungono tocchi estetici di dettaglio, come i particolari di colorazione scura anziché cromati.

Ma queste differenze dicono poco di quello che è il risultato complessivo. Infatti dal punto di vista della guida le cose che distinguono la Gts dalle altre versioni, compresa la ancora più potente Turbo, riguardano tutte le “sensazioni” più che le prestazioni pure: la risposta rigorosamente sportiva delle sospensioni, la guida più precisa e agile, la gestione istintiva del comportamento anche quando si viaggia al limite, la possibilità di tirare fino a oltre settemila giri al minuto e, soprattutto, lo studio scientifico del rumore dentro e fuori l’abitacolo.

Questione d’orecchio, come piace agli sportivi veri, quelli, cioè, che non si accontentano soltanto di andare forte e vogliono proprio vivere l'auto ancora più intensamente.

Del resto, sulla Gts bastano due tasti (quelli contrassegnati con “Sport” e “Sport+”) per esaltare il feeling con le sonorità prodotte dai sistemi di aspirazione e di scarico, modulate in una gamma che spazia dalla discrezione della berlina di lusso al rombo potente dell’8 cilindri che non si nega, ovviamente, nemmeno il classico borbottio in rilascio.

Se questo valga gli oltre 10.000 euro di differenza rispetto alla Panamera 4S è più che altro un fatto di cuore; un problema che non riguarda, naturalmente, il normale automobilista ma l'appassionato disposto a salire a quota 120.000 euro (o anche 150.000 indulgendo con gli optional) e che, legittimamente, non vuole rinunciare proprio a nulla di quanto si può avere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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