Sicurezza
Jo-Jo fa il Totò e la settimana è viola
Il montenegrino glaciale (per due volte) dal dischetto, poi Cassani chiude il conto. La scelta di Rossi: nessun cambio
FIRENZE
Più forte del clima polare e del vento gelido, più forte di un avversario che pure è ancora terzo in classifica e, come ha detto Delio Rossi alla vigilia, è la realtà più bella del calcio italiano. Contro l'Udinese la Fiorentina per la prima volta in questa stagione vince due gare di fila e perdipiù rimontando lo svantaggio iniziale subito ad opera del solito Di Natale, cosa che non le era ancora mai riuscita. Ci riesce grazie una doppietta di Stevan Jovetic, alla quarta in questo campionato, che si conferma cecchino infallibile dal dischetto. Grazie ad una rete di testa di Cassani, al primo sigillo in viola (dedica con cuore davanti alle telecamere), su assist di Pasqual che ha permesso il sorpasso a inizio ripresa e grazie anche alle prodezze di Boruc che almeno in tre occasioni ha neutralizzato Di Natale evitando, come al 29', alla propria squadra il colpo del possibile 0-2 che a quel sarebbe stato devastante.
Insomma, una domenica serena per la Fiorentina e i suoi pochi e infreddoliti tifosi. Jovetic c'è, è al 12 sigillo stagionale, da inizio 2012 ha già realizzato cinque reti e non ha alcuna intenzione di fermarsi. «Sono contento, l'obiettivo resta al momento la salvezza ma se continuiamo così possiamo toglierci qualche soddisfazione, battere una grande come l'Udinese è stato importante, ringrazio la gente che nonostante il freddo è venuta a sostenerci. Abbiamo passato un momento difficile però ne stiamo uscendo. E Amauri ci sta dando una grossa mano». Il montenegrino ha pareggiato il match nel finale di tempo su rigore concesso per un fallo di mano di Benatia su cross di Pasqual («Era involontario» protesterà a fine gara Ferronetti) e nella ripresa, dopo ha sigillato il momentaneo 3-1 ancora dal dischetto, stavolta dopo una spinta su di lui da parte del solito Benatia. Eppure Jovetic fa anche un po' arrabbiare il suo allenatore: «E' un grande talento ma ogni tanto sul campo si perde - ha spiegato Rossi - gli dico di fare certe cose, lui dice di sì poi fa come gli pare. Con Amauri che ancora non è al top della forma Stevam deve cambiare un po' modo di giocare e sobbarcarsi il lavoro 'sporco'». Però averne di giocatori così, è il solo che davvero può far cambiare passo alla squadra. E anche ieri s'è visto al cospetto di un'Udinese che si conferma ancora fragile fuori casa (è al terzo ko di fila) e non ha saputo ieri gestire il prezioso vantaggio anche a tempo ormai scaduto ha trovato il guizzo per il 3-2 con il neo entrato Torje ben ispirato da Di Natale. «In effetti in trasferta non siamo incisivi e concreti come in casa, dobbiamo essere più cattivi e cinici. I rigori? Ho protestato con l'arbitro anche per i pochi minuti di recupero concessi però non mi sono piaciuto - ha affermato Guidolin - non è nel mio stile contestare l'operato del direttore di gara. Se ha deciso così vuol dire che ha pensato fosse giusto. Piuttosto è stata dura giocare contro vento per entrambe le squadre, credo che in situazioni così le partite dovrebbero essere rinviate». Rossi dal canto suo ha ben altro a cui pensare, si tiene stretti questi nuovi tre punti in attesa della trasferta di Parma dove mancherà Lazzari per squalifica Caso più unico che raro nel calcio attuale, il tecnico viola non ha fatto alcun cambio in tutti i 90' lasciando in campo fino alla fine gli stessi vittoriosi sul Siena, compreso Montolivo che pure ha commesso un errore decisivo nell'azione che ha innescato l'iniziale vantaggio friulano. Il risultato di ieri dà ragione a Rossi. E il patron Andrea Della Valle, bloccato nelle Marche dalla neve, ha subito telefonato alla squadra per distribuire i complimenti. La salvezza s'avvicina.
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