Gioco
Inter , che freddo a -4 Ranieri: «La nostra? Una non partita...»
La Roma gioca una gara perfetta trascinata da Juan, Borini (doppietta) e Bojan. E poi festeggia col rinnovo di De Rossi
ROMA
Alla fine sotto zero, gelata dalla sua fragilità e a onor del vero dalle tante assenze, ci è finita solo l’Inter. Alla Roma nella fredda domenica dell’Olimpico è bastato ritrovare De Rossi (che tra l’altro ha anche firmato il contratto che lo lega alla Roma per altri cinque anni)e qualche certezza difensiva per scaldare i cuori dei suoi tifosi dopo le ultime delusioni.
Il 4-0 dell’Olimpico è risultato esplicito. L’Inter non è più la squadra della rimonta in campionato e delle sette vittorie consecutive, e chissà se lo è mai stata davvero.
La Roma non è stavolta il brutto anatroccolo di Cagliari, e va a capire se è più vera quella che ne ha presi 4 o quella che li ha fatti passeggiando su un avversario inconsistente.
Uno scarto così netto pro-giallorossi in campionato non si registrava all’Olimpico dal ’42-’43, e sì che nella loro storia Roma e Inter se le sono sempre date di santa ragione in fatto di gol. Il migliaio di tifosi nerazzurri sistemati nei Distinti Nord avrà maledetto il miglioramento del meteo, che ha scongiurato il rischio di un ennesimo rinvio. Dopo i tanti spostamenti, nella domenica tutta alle 15 Roma-Inter spicca non per le ripercussioni in classifica, ma per quelle sulle certezze infrante dell’Inter e di Ranieri: il suo ritorno a Roma poteva avere il sapore di rivincita, e invece assomiglia a un allarme crisi. Un punto nelle ultime tre partite e un ko da brivido a Roma: qualcosa nell’Inter si è inceppato.
Fa poi effetto vedere Ranieri che sotto di due gol toglie Pazzini e mette un centrocampista di corsa, Poli, anche tenuto conto della panchina corta. Su cui pesano oltre agli infortuni le scelte di mercato.
«Dobbiamo dare i meriti alla Roma, che ha giocato una grande partita, ma noi ci abbiamo messo del nostro».
Senza fare drammi, Claudio Ranieri ammette come l’Inteabbia steccato clamorosamente l’appuntamento. «Sapevamo che sarebbero partiti determinati - spiega il mister nerazzurro, grande ex della gara - ma non siamo stati in grado di opporci come dovevamo. Da parte nostra è stata una non partita, da dieci giorni prendiamo gol e non siamo più noi stessi: c’è da tirare una riga e, da martedì, ricominciare e reagire, perchè così non si può andare avanti».
«La differenza tra una vittoria ed una sconfitta, per noi, è piccolissima».
Dalla ’scoppola di Cagliari al clamoroso poker all’Inter: è una Roma dai due volti, quella che si è vista nel giro di qualche giorno, e Luis Enrique è pronto a spiegare i perchè della metamorfosi. «Se non mettiamo in campo la giusta concentrazione - spiega il tecnico giallorosso - e se non facciamo pochi errori e mettiamo attenzione sulle ripartenze degli avversari, allora diventa rischioso per le caratteristiche del nostro gioco. Dopo la sconfitta di Cagliari è stato bello giocare subito contro una squadra fortissima come l’Inter, regalando una gioia ai nostri tifosi, presenti nonostante il gelo che c’è nella capitale». Per il mister spagnolo, poi, «dobbiamo sempre dare il cento per cento e lavorare ancora tanto perchè, giocando senza la giusta testa, si rischia di fare una figuraccia contro tutti. Da due mesi però, dopo gli errori fatti, in primis anche da me, sto vedendo una Roma che ha voglia di imporre il proprio gioco».
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