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Madonna se la gode: «E ora ritroviamo la serenità in casa»

Madonna se la gode: «E ora ritroviamo la serenità in casa»

Il tecnico sottolinea il debutto di Sini e la personalità della squadra in trasferta. «Poi i cambi sono stati preziosi»

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di RENZO MARMUGI

inviato a Castellammare di Stabia

Armando Madonna, l’equilibrio al potere. L’allenatore gentiluomo riesce a gustarsi sottovoce anche questa vittoria pesantissima su un campo difficile, che conferma la tendenza del Livorno (17 punti su 29 conquistati lontano dal “Picchi”) a esprimersi meglio nel modello esportazione. «Martedì sera contro il Varese – le sue prime parole – avevamo steccato. Quel ko ci ha fatto male, però il Varese in trasferta si conferma una squadra pericolosissima, visto che dopo Livorno è andata a vincere anche con l’AlbinoLeffe. La mia soddisfazione con la Juve Stabia è esser riusciti a dare continuità alle nostre prestazioni in trasferta, sempre molto buone. Fuori giochiamo più liberi, con maggiore serenità, dalla prossima partita dovremo farlo anche a casa nostra. Contro il Varese abbiamo perso, vero, ma creando anche delle occasioni da gol, il prossimo step è toglierci l’ansia di dosso quando dobbiamo entrare in campo nel nostro stadio».

Sotto di un gol dopo dieci minuti, il Livorno di Armando Madonna specializzato in rimonte ha ripresentato la specialità della casa...

«Sì, e con due gol di ottima fattura. Poi abbiamo preso due pali e ci hanno annullato il possibile 3-1 di Paulinho, che invece era buono. Inoltre finché siamo rimasti in undici contro undici si sono create anche diverse occasioni pericolose. Poi, chiaramente, in inferiorità numerica il copione della partita è cambiato. Ma la qualità della nostra prestazione è rimasta ottima, non ci siamo demoralizzati, riuscendo a chiudere tutti gli spazi».

Peccato perché Simone Sini era entrato in campo con un bell’impatto sulla partita.

«Sono d’accordo, il nostro nuovo acquisto ha mostrato subito personalità, buona gestione della palla. E’ un difensore tosto, deciso. La sua espulsione non ci voleva: speriamo di recuperare al più presto Dario Knezevic...».

Il fallo visto dalla panchina era da rosso diretto?

«Non era un fallo cattivo, su questo sono sicuro. Era il classico intervento per bloccare l’azione e che il regolamento punisce con l’ammonizione. L’arbitro invece l’ha pensata diversamente. Mi dispiace...».

A quel punto Madonna ha speso due sostituzioni in pochi minuti.

«Inevitabile aggiungere un difensore, così ho messo dentro Meola che già col Varese si era comportato bene. L’ho dovuto schierare terzino sinistro, un ruolo non suo, però si è disimpegnato con profitto».

Dionisi teneva palla, guadagnava punizioni, era una spina nel fianco della difesa.

«Vero, ma nel 4-4-1 dalla sua parte Baldanzeddu cominciava a spingere moltissimo e così lo dovevo costringere a dei ritorni forzati sul loro terzino destro. Per questo ho preferito inserire Rampi, spostando Bigazzi esterno dove prima operava Dionisi».

E Bernacci?

«Paulinho aveva fatto un lavoro impagabile, Bernacci mi serviva per impegnare i loro due centrali e tenere palla. Anche i cambi sono serviti».

Lunedì 13 febbraio arriverà il Vicenza. C’è da sfatare l’ansia casalinga...

«Sì, a Livorno viviamo con troppa tensione la partita. Bisogna cambiare rotta, lavorando sulla testa per ritrovare la giusta serenità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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