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Il Livorno è nei guai: difesa più debole e si ferma Knezevic

Il Livorno è nei guai: difesa più debole e si ferma Knezevic

Per il croato 20 giorni di stop in un reparto già in difficoltà Si parte stamani in pullman per Castellammare di Stabia

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di Fabrizio Pucci

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Piove sul bagnato. Anzi. Viste le temperature, nevica sul ghiacciato. In questo momento il reparto che denuncia le maggiori difficoltà è la difesa. E dove va a pescare la dea bendata per togliere dalla mischia un giocatore? Proprio là dietro. Il green ardenzino, in versione pista da pattinaggio nella notte più fredda da molti anni a questa parte, ha tradito Dario Knezevic. La caviglia sinistra del muro croato si è girata. Lui, schivo e taciturno, con una smorfia di dolore ha fatto capire che proprio non ce la faceva a continuare. E così nell'intervallo del match con il Varese ha alzato bandiera bianca.

Lungo stop. Ieri Knezevic è stato sottoposto agli accertamenti del caso che hanno confermato la diagnosi stilata sul campo (in termini tecnici si parla di trauma discorsivo) con una conseguente prognosi di venti giorni. In sostanza Dario questa mattina non salirà neanche sul pullman che porterà il gruppo in ritiro in una località vicino a Castellammare di Stabia dove sabato i nostri affronteranno Danilevicius e i suoi 'fratelli'. In un primo momento era stata ventilata l'ipotesi di portare comunque in Campania anche il croato per valutarne le condizioni in loco, ma l'idea è stata subito accantonata.

Allarme rosso. L'assenza di Knezevic (l'uomo di Fiume nella migliore delle ipotesi tornerà a disposizione il 18 febbraio per Livorno-Bari) accende la spia della preoccupazione. Dario infatti è il difensore più esperto ed affidabile del gruppo che, purtroppo, è stato scarnificato a gennaio. per la verità dalla Roma, via Bari è arrivato Simone Sini, un giovanotto di belle speranze che con i suoi 20 anni e le ottime referenze giallorosse può dare una mano. Ma non è possibile dimenticare che in questa sessione di mercato sono stati ceduti Perticone e Miglionico, due delle colonne della difesa che nel 2009 vinse il campionato. Due giocatori, che proprio insieme a Knezevic, costituivano un pacchetto arretrato solido come pochi altri in serie B. Esemplare il caso dell'uruguagio che qui ormai era ai margini da tempo, prigioniero del suo ingaggio elevato, ma che al debutto con la maglia del Lecce ha ben figurato nella partita vinta dai salentini contro l'Inter.

Calma e gesso. Detto questo, nessuno si sogna minimamente di gettare la croce addosso a chi sta giocando adesso. Anzi. Questi ragazzi devono essere incoraggiati. Il loro impegno e l'abnegazione non sono minimamente in discussione. Evidentemente c'è bisogno di un pizzico di intesa in più. Il Livorno subisce almeno un gol da sedici partite consecutive e prima o poi questa emorragia andrà pure fermata.

Al lavoro. Intanto il gruppo ieri mattina si è ritrovato dopo la sconfitta con il Varese. I campi del Centro Coni erano completamente innevati per cui Madonna ha optato per il lavoro in palestra. Questa mattina, come anticipato, partenza per la Campania. Un modo intelligente per abbinare due esigenze. Quella di allenarsi sui campi sgombri di neve con l'altra, forse ancora più pressante: fare quadrato in un momento così delicato della stagione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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